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Madame: “Baby” è solo l’inizio

In occasione dell’uscita di “Baby”, abbiamo fatto alcune domande a Madame riguardo al suo futuro, a “L’Anima” nel disco di Marracash e al suo progetto di debutto.

L’attesa veste qualsiasi progetto di aspettativa, un’arma a doppio taglio, se l’attesa non è stata ripagata.
Ora che “Baby” è fuori, Madame dichiara apertamente di aver appena cominciato il percorso che porterà alla sua affermazione nel corso di quest’anno.


In occasione di questa pubblicazione, abbiamo fatto alcune domande a Madame per sapere cosa sia successo in questi ultimi mesi, dall’essere ritenuta “La Promessa dell’Anno” a “L’Anima” con Marracash.

La caratteristica che ho sempre apprezzato di Madame è stata la versatilità. A dirla tutta, non mi aspettavo una traccia come “Baby”, non mi aspettavo uno storytelling con un ritornello così catchy, quindi come prima cosa le chiedo come sia nata questa traccia.
“È nata dalla confusa storia d’amore della mia migliore amica, Matilde” e aggiunge “Mentre leggevamo il suo diario di scrittura mi è venuta “l’illuminazione”.

Al che, riflettendoci, mi rendo conto che da “La promessa dell’anno” erano trascorsi diversi mesi, che nella moderna discografia equivalgono a molto più tempo.
“Non abbiamo avuto a disposizione il tempo necessario per dedicarci ad un singolo come dico io” risponde lei”. Ero sotto con il liceo, che ora ho abbandonato iscrivendomi ad una scuola privata, il lavoro ha chiamato e se ne sono accorti tutti” conclude.

Sul fatto che questo singolo sia solo l’inizio non sembra avere dubbi. A ben pensarci, durante questi mesi ho notato diverse storie o dirette Instagram in cui lasciava ascoltare pochi secondi di differenti tracce, tutte tra loro molto diverse.

D’altro canto, Madame non ha mai nascosto di star lavorando a un disco, quindi le chiedo in che modo si stia avvicinando a questo grande passo.
“Il mio approccio al disco si basa sulla trasparenza” esordisce lei”. “L’unica vera particolare attenzione è dedicata alla nudità e crudezza di ciò che scrivo, sono stanca di mascherare il tutto con parole difficili e troppo elaborate” e aggiunge “Il resto, quindi produzioni, hit, non hit, feat, sono solo una conseguenza. Non voglio sporcare il disco con featuring o produzioni grosse, magari inadatte, solo per fare numeri e belle figure”. Conclude allora “Sarà di sicuro un lavoro grosso perché ho la possibilità di collaborare con chi mi piace ma non voglio nulla di forzato”.

Tra le altre cose, è incredibile pensare che Madame, a soli 17 anni, abbia preso parte al disco più importante e incisivo dello scorso anno. “L’anima” è una traccia da un elevatissimo peso specifico, ma ci tengo a farmi raccontare come si sia evoluta, fin dalla sua fase embrionale. Chissà se c’è stato qualcosa di diverso in questa traccia rispetto alle altre.
Lei però ha le idee chiare: “Ogni traccia ha un suo approccio diverso. Ho da qualche settimana, forse, un metodo che si possa definire tale”. E continua “Nella traccia con Marra ho scritto tante frasi separate, una frase per foglio tra l’altro, perché mi piacciono le pagine vuote, arrivato Marz ho provato un paio di linee melodiche e ad un certo punto ci siamo guardati e ci siamo detti “Sì, è lei”.”

Ascolta qui “MADAME – L’anima” di Marracash con Madame:

Tra le altre tematiche, poi, ho sempre notato che Madame sottolinea delle situazioni in cui lei, come molti altri ragazzi, sembra costretta dai pregiudizi e dalle idee altrui. In “La promessa dell’anno” c’è la mancanza di comprensione e in “17” invece il fatto che la solitudine non la prenda mai. Vedo e sento dovunque questa tipologia di lamenti e, per questo, mi son chiesto se questo tipo di linguaggio possa essere un paradigma delle nuove generazioni.
Quando lo chiedo a lei, semplicemente ammette “Mi viene facile lamentarmi in musica, quindi probabilmente sarà la mia chiave ma mi rendo conto che a volte possa essere limitante essere troppo rigida con me stessa e con gli altri”.

Però penso sia proprio questa forma di analisi e autoanalisi il suo punto di forza, insieme all’autoironia che la contraddistingue in ogni traccia. Il sorridere di situazioni difficoltose che potrebbero capitare e rattristire chiunque e ciò che rende questa musica positiva, anche perché si avverte un certo impatto sugli ascoltatori.
A questo lei risponde con tutta sincerità e trasparenza: “Penso sempre a cosa ne potrebbero pensare i miei fan, per una questione di affetto però, so molte delle loro storie e vorrei quasi fare qualcosa per ognuno di loro.” e continua: “Vorrei dire loro che non sono gli unici a vedersi brutti e se ci mettono 6 ore a studiare al posto di 3 non sono stupidi, voglio farli ridere di me così che non abbiano da piangere su loro stessi. E, come ogni cosa, quando aiuto gli altri aiuto me stessa”.

Al che, quindi, le chiedo quale sia il lato di Madame che il pubblico non ha ancora compreso. Lei mi ha risposto “Forse non è stato compreso che sono fuori di testa, pensano sia più comune di quando la mia testa cerca di urlare”.

Tra le altre cose, Madame, da “Anna” a “Baby”, ha dimostrato di saper spaziare tra molti generi e di saper sperimentare. Dall’RnB al canto e al rap, mi son domandato se possa immaginarsi quale sia il suo punto di forza
Lei mi ha risposto decisa: “Il mio punto di forza è e sarà sempre il fare quel cazzo che mi pare”. Ha poi analizzato il suo stile “So stare sul kick trap come sulla cassa dritta, sui violini classici e sulla chitarra elettrica rock alternativa, perché dovrei limitarmi a fare qualcosa? Tanto al mondo non frega che genere fai, ma gli frega se spacchi in quello che fai”.

Questo dev’essere l’anno della consacrazione di Madame sul territorio nazionale, grazie a musica che possa soddisfare e superare le aspettative. Le chiedo quindi cosa dobbiamo aspettarci da lei quest’anno e è sorprendente ripensare alla decisione insita in questa risposta: “Vi dovete attendere imbarazzo nell’ascoltarmi, mi sono messa a nudo, ci saranno le mie curve più sexy e i miei spigoli più affilati”.

Ascolta qui “Baby” di Madame:

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