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Cosa deve fare l’FSK per non fermarsi ad “Ansia no”?

“Ansia No” degli FSK sta macinando ottimi risultati dal punto di vista numerico. Quale sarà la prossima mossa del gruppo lucano e cosa deve fare per non fermarsi dopo questo riscontro?

“Ansia No” degli FSK sta macinando ottimi risultati dal punto di vista numerico. Dal momento della sua uscita è una presenza fissa nei primi posti della classifica di Spotify. Quale sarà la prossima mossa del gruppo lucano e cosa deve fare per non fermarsi dopo questo riscontro? Abbiamo chiesto a due nostri redattori di fornirci un parere a riguardo.

N. F.  Ciao Fede,  hai visto come sta andando “Ansia no” degli FSK?  Ti aspettavi questo riscontro?

F. A. Ciao Nic, sì ho visto.
Sinceramente no, visti i numeri pazzeschi che stanno macinando: l’altro giorno era prima al terzo posto della Chart Top 200 di Spotify, per poi scalzare “Dance Monkey” di Tones & I sfiorando il primo posto di tha Supreme. È formidabile, se pensi alle tematiche che hanno trattato.

La storia della Dark ci dovrebbe aver insegnato che una determinata frangia di tematiche difficilmente può essere trattata in modo continuativo, soprattutto con un tipo di linguaggio come il loro che forse alla lunga rischia di stancare. Anche se non nell’immediato futuro, la prossima mossa della FSK dovrebbe poter essere quella di reinventarsi. Cosa ne pensi?

N. F.  Adesso sicuramente arriva la parte più esaltante e, al tempo stesso, difficile: gestire un successo. È sempre un aspetto delicato, perché da una parte di è gasati dal ricevere il riscontro da un brano dall’altra bisogna poi riconfermarsi senza utilizzare le stesse formule che, alla lunga potrebbero stancare. Ci vorrà sicuramente del lavoro ulteriore sui testi e sulle tematiche, per il suono invece direi che sono già a buon punto, penso sia la parte più interessante e già ben indirizzata.

Secondo te perché stanno ottenendo questo riscontro? Qual è il motivo principale dal tuo punto di vista?

F. A. Io credo che il punto focale sia proprio il sound, anche se certamente riveste un ruolo significativo anche la personalità di Taxi (che ormai è quasi un frontman per la band di Potenza). Poi, quanto ai motivi del riscontro, essi sono sicuramente molteplici: la FSK è costituita da personaggi, e forse incarna tutta una serie di taboo e divieti altrimenti inesprimibili. Hanno avuto l’abilità di collocarsi là dove la virata stilistica della Dark ha lasciato un vuoto, e il pubblico lo ha apprezzato secondo me.

Secondo te invece?

N. F.  Si, la penso esattamente così. Il sound e l’immaginario la fanno da padrone nella FSK Per le tematiche e i testi non sono, diciamo, “la mia tazza di the”, ma le produzioni sono ben studiate, spesso hanno delle evoluzioni interessanti e non risultano mai piatte. Stavo pensando ad una cosa: secondo te, visto he sono molto giovani, avranno difficoltà a gestire un successo così grande?

F. A. Io non credo. Ci sono esempi di giovanissimi che hanno un vero e proprio talento per la gestione del successo: secondo me, se dovessero incespicare in errori di qualsiasi genere, non li si potrebbe attribuire solo all’età. Certo, nel declino di un artista che “si brucia” certamente può avere un ruolo l’inesperienza, ma nel loro caso vedo più plausibile che possano avere difficoltà nel rinnovarsi. Quella è la loro sfida, come forse lo è per artista a prescindere dal genere che tratta.

Secondo me, comunque, un passo avanti possono essere brani come “Melissa P”, che comunque rispetto ad “Ansia No” rappresentano un’evoluzione contenutistica e tutto sommato anche stilistica. Ti è piaciuto il brano?

Ascolta ora FSK – Ansia no

N.F. In “Melissa P” i loro flow li trovo più scorrevoli e incisivi, forse per il beat preferisco “Ansia no”,  credo che questa atmosfera più “darkeggiante” calzi a pennello con il loro immaginario e i temi che trattano. Staremo a vedere comunque. Anche il fatto che stanno con Thaurus – che sono abituati a gestire ottimamente le carriere degli artisti – è un segno che sicuramente capitalizeranno questo successo anche per i prossimi brani.


Pensi che stando dentro una realtà come Thaurus potranno essere indirizzati per il meglio nei prossimi brani?

F. A. Penso di sì, perché sicuramente avere un team di qualità ti consente in primo luogo di avere un riscontro da parte di un personale con una certa esperienza, mentre dall’altro ti permette di uscire dal tuo nido artistico, di stabilire collaborazioni, di evolverti sotto un lume che ti guidi in modo ponderato. In ogni caso, sono sicuro che continueranno a rimanere sulla cresta dell’onda: hanno del potenziale, e non credo siano riusciti ancora ad esprimerlo totalmente.



Ascolta ora FSK “Melissa P”

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