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Quale sarà la prossima mossa di Guè Pequeno?

Dopo “Sinatra” e “Gelida Estate EP”, è tempo di nuova musica per Guepek. Abbiamo chiesto a due nostri redattori di confrontarsi sulle possibili prossime mosse di G.

Tra i nomi di cartello con nuova musica in arrivo nei prossimi mesi non manca Guè Pequeno, che ha abituato gli appassionati e la propria fan base ad alti ritmi di produttività. I due capitoli più recenti della sua produzione, “Sinatra” e “Gelida Estate EP”, sono stati seguiti da strofe di altissimo livello nei dischi altrui. Le firme in “Saluti” e “Qualcosa in cui credere” sono esempi significativi. L’ultima fatica, “Colpo Grosso”, non fa soltanto ben sperare per una maggior interconnessione fra i rap game europei, ma consolida ulteriormente lo status internazionale di Guè. Da cosa ripartirà per prendersi il 2020? Quale sarà la sua prossima mossa? Abbiamo chiesto a due nostri redattori di confrontarsi su questo punto.

Filippo : Con l’ultima fatica “Gelida Estate EP”, Guè Pequeno ha tenuto fede alla fama di stakanovista che lo precede, mantenendo il personale passo di gara da 1 progetto all’anno. Impossibile però ignorare il fatto che si trattasse di un lavoro meno corposo di un album. Quest’anno, inoltre, sono usciti dischi importanti, anche di artisti molto vicini a lui (Marracash in primis). Come dobbiamo interpretare il suo stato di forma?


Maria : Innanzitutto, la partecipazione di Guè ai progetti più “in vista” dell’anno, come Persona e Mattoni, ha il suo peso. E se devo provare ad immaginarmi la sua prossima mossa, io punto su un album. Anche perché questa permanenza estesa a Miami mi fa pensare. Dovremmo aspettarci un album con produzioni e ospiti internazionali?


Filippo : I segnali da Miami sono un indizio importante, così come le sessioni con Pietro dei 2nd Roof. Ha già anticipato che nel prossimo disco ci sarebbero stati ospiti internazionali. Forse non saranno tutti inediti (ha incrociato El Micha in questi giorni), ma dubito che sarà un album stile “Vero” con pochi feat. Anche perché si sta sforzando da un paio di lavori a questa parte di mettere nelle release tutta la sua cultura e i suoi gusti musicali, dal rap alla latin music. Mantiene comunque i suoi contatti negli altri paesi, tra Germania, Spagna e America, ha già portato nei suoi dischi nomi come Cosculluela e Farid, è reduce da una collaborazione con Snik e Noizy. Penso proprio che qualche altro profilo verrà fuori.

Maria : Specialmente anche vedendo il successo riscosso da un brano europeo misto come “Colpo Grosso”. Concordo, penso che gli ospiti non saranno in numero ridotto e verranno da più Paesi diversi. Inoltre sono d’accordo, Gue sta esplorando i suoi gusti in modo innovativo. Perciò credo che potrebbe uscire con un album anche abbastanza trasversale. Sulla scia di Sinatra comunque, ma ancora più approfondito sotto quel punto di vista.


Filippo : Disco peraltro sottovalutato dal mio punto di vista. Ho il sospetto che a una parte della sua fan base non sia andata giù la continuità che quel project mantiene con il mondo di Sfera (dall’ala BHMG al colore della copertina). Mi chiedo se avrà tenuto conto di questa cosa, dando al prossimo lavoro un taglio diverso. Magari rimarrà semplicemente fedele alla sua linea. E, sempre su questo punto, mi chiedo se l’uscita di “Persona” lo stia spingendo a stravolgere i piani iniziali.

Maria : Sono del tutto d’accordo con il fatto che Sinatra sia sottovalutato perché a mio parere una relativamente grande parte della fan base di Gue è abbastanza ostile al mondo trap. Ma io penso che questa cosa non lo scalfisca e lo vedo parecchio orientato all’esplorazione più varia di stili. Come dicevi tu, fino alla latin music. Sull’ultimo punto che hai toccato, cioè se Persona possa averlo spinto a cambiare idea sotto alcuni aspetti, ammetto che un risvolto del genere potrebbe essere molto interessante. Nel senso che Persona è quel genere di disco che diventa istantaneamente pietra miliare e che quindi è in grado di rivoluzionare ed ispirare: se Gue facesse un disco in grado di destreggiarsi con stili musicali che spazino dalla trap alla latin e allo stesso tempo che esplorasse un suo lato più intimista, personalmente trovo che sarebbe un lavoro totalmente attuale, sia sotto il punto di vista della contaminazione stilistica e generica, sia da quello di inserire delle punte di profondità.

Filippo : A me l’ultimo anno di Guè ha fatto riflettere. Ha raggiunto forse il più grande obbiettivo che poteva porsi sul territorio nazionale (il Forum), ha scritto un libro, ha fatto The Voice e ha comunque mantenuto un livello altissimo nei vari feat e nel proprio lavoro: la musica non è mai finita in secondo piano. La domanda su “Persona” nasce da un dubbio: quali sono le sue ambizioni per il 2020? A cosa punterà? C’è il rischio di trovarsi senza obbiettivi con una scena che sta premiando estri musicali molto lontani da lui (come tha Supreme)?

Maria : Quindi dici, viste le pieghe prese recentemente dalla scena, Gue potrebbe ritrovarsi un raggio di azione relativamente ristretto rispetto al passato?

Filippo : No, perché ho fiducia in lui. Rimane comunque uno dei migliori in assoluto, un artista guida. Il dubbio è che abbia iniziato ad impostare il disco in un certo modo per poi ritrovarsi a dover sistemare il tiro, magari invogliato a dare ancora di più. La strofa in “Qualcosa in cui credere” mi piace vederla come un trampolino di lancio dell’album, una specie di assaggio di quello che verrà.

Maria : Infatti, anche io la vedo così.

Filippo : Hai detto bene, sulle punte di profondità. Maccarrone di recente mi fece notare la straordinaria capacità di Guè di aprirsi al pubblico sulle questioni personali senza scoprirsi troppo. Penso sia un particolare che oltre a rendere la sua scrittura unica gli stia facendo instaurare un grado di empatia molto forte coi fan. Soprattutto da quando è scomparso il padre, c’è una maggior apertura rispetto al passato, più stimoli a scavare a fondo, a dispetto di chi riduce il tutto a pappa-rap. Penso proprio che ci sarà spazio anche per quelle “punte”. Lo spero da fan perlomeno.

Maria : Quoto, si muove sempre su un filo emotivo sottile, non si sbilancia mai ma quello che vuole comunicare passa. Inoltre, che la scena si stia sfaccettando è indubbio ma Gue, oltre che essere uno dei migliori, secondo me è bravo proprio a muoversi all’interno del cambiamento, senza mai snaturare il suo stile alla base ma lavorandoci sopra.

Filippo : Vero, è camaleontico come nessun altro. E questo per via di una cultura musicale di spessore che gli permette di non chiudersi nei pregiudizi.

Maria : E questo, poi, è il motivo per cui secondo me, come dicevamo prima, gli sono arrivate le critiche di molti fan quando è uscito Sinatra, ma gli sono anche totalmente scivolate addosso. Credo le abbia recepite e forse sapesse anche che sarebbero arrivate ma lui, avendo una “bigger picture” musicale e stilistica in testa, non si è fatto condizionare. Sinceramente una delle cose che apprezzo di Gue è che si rinnova in modo naturale, anticipando e reinterpretando i trend senza in definitiva perdere la sua firma.

Filippo : È la sua arma principale, anche se il “nemico” si sta sempre più ingigantendo. In America c’è un caso discografico che mi ha fatto riflettere: “Woptober” di Gucci Mane ha venduto solo 30k nella prima settimana. Sono due artisti molto diversi, ma che hanno comunque sempre marciato a ragion veduta sulla figura del Godfather, e fanno musica anche per puntellare il proprio status. Premesso che a Guè non manca l’intelligenza artistica che gli permetterà di non fare scivoloni, e che penso sarà uno dei pochi artisti capaci di smettere (se lo farà) anticipando possibili flop piuttosto che subendoli, su cosa dovrà puntare nel concreto per allontanare i fantasmi del patriarca in declino? Perché è inutile che ci giriamo intorno, ma i nuovi vogliono la testa dei vecchi. Fibra mette da sempre in rima la consapevolezza di questo ricambio. Salmo pare in procinto di prendersi una pausa. Marra ha tempi di produzione a sé. Guè è l’unico che lavora con quel ritmo, al passo coi “ragazzini”. È un generoso, in questo senso: la quantità è sempre indirizzata e ragionata, e ha dalla sua knowledge e carriera. Ma il ricambio generazionale è già in atto.

Maria : Infatti, stavo per dirlo anche io: Gue mi sembra l’unico della “vecchia” generazione che tenga davvero il passo ed è anche stato uno dei primi ad aver capito come integrarsi con le nuove generazioni. È vero e evidente che le cose stiano cambiando, ma mi sembra che Gue per il momento si trovi a suo agio anche in questo limbo generazionale che la scena sta attraversando. Per me lui è il ponte, anche piuttosto solido almeno per ora, tra le due generazioni.

Filippo : Lo dimostrano anche i feat dei suoi vecchi dischi. Maruego, Plaza, Vale Lambo, Sfera. La sua forza è davvero l’inclusività generazionale, un altro artista si sarebbe chiuso in se stesso. Ma ad oggi, col mercato in continua evoluzione è l’unico modo per rimanere ai vertici.

Maria : Esatto, secondo me al momento davvero in pochi l’hanno afferrato, e lui l’ha capito da prima di tutti gli altri.

Filippo : Domanda: se dovessi scegliere un singolo di Sinatra da cui ripartire per il prossimo disco, quale sarebbe?

Maria : Come dicevi tu prima, anche a me piacerebbe se la strofa in Qualcosa in Cii Credere fosse il leitmotiv con la nuova tappa della carrier di gue, però se dovessi estrarre un brano da Sinatra, andrei su Doppio Whisky. Ci ho pensato istantaneamente anche perché, se non erro, nella seconda strofa dice “do voce di più di una generazione”. Non troverei parole migliori per inquadrare la carriera di Gue al momento.

Filippo : Avrei suggerito lo stesso brano, è proprio il manifesto del suo rap. Nessuno in Italia è cinematografico quanto lui. Le immagini proposte nel singolo aprono davvero un mondo di riferimenti e un mood evocativo che coinvolge a un livello altissimo, riesce a farci respirare la sua cultura artistica e i suoi riferimenti. Considerato quanto conti oggi nella musica e in generale il tema dell’experience, se il nuovo disco riuscisse a portarci ancora una volta dentro al film della sua vita in quel modo penso che non ci sarebbe nemico o ostacolo che tenga perché lasci il segno.

Maria : Sarebbe un classico lavoro á la Gue, con tanto di aura cinematografica, esplorazione trasversale di generi e influenze e un roster di ospiti sicuramente vario dal punto di vista generazionale e stilistico. Un’altra compilation di hit, per dirla in parole povere.

Filippo : Concluderei sull’ultimo punto che hai toccato: ad oggi gli conviene puntare ad esplorare tutti i suoi lati con un disco “a linea spezzata”, o potrebbe abbracciare anche lui l’idea di un concept album?

Maria : Dal mio punto di vista, Gue sarebbe totalmente in grado di fare un concept album, anzi ce lo vedo molto farlo nel futuro, però non credo che sarà la strada per il prossimo album, soprattutto perché mi sembra si stia muovendo più sul fronte della sperimentazione più “libera”.

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