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L’asticella qualitativa del rap italiano si è davvero alzata

Si sta per chiudere un anno tra i più importanti della storia del rap italiano. E’ stato un 2019 ricco di palazzetti sold-out, di dischi che rimarranno nella storia del genere, di mixtape di successo e di annunci clamorosi.

Si sta per chiudere un anno tra i più importanti della storia del rap italiano. È stato un 2019 ricco di palazzetti sold-out, di dischi che rimarranno nella storia del genere, di mixtape di successo e di annunci clamorosi come quello che ha fatto Salmo comunicando la data di San Siro.  Ma soprattutto un anno di prodotti di qualità: come ha detto Tedua, dopo aver sentito “Persona”, «ora che il disco di Marra è uscito l’asticella si è davvero rialzata». 

Insomma, è successo proprio di tutto. Ma al di là degli streaming, delle certificazioni e delle posizioni in classifica nel rap italiano non è di certo mancato l’ingrediente base: le rime. E quelle fatte bene.

Le rime al centro

Già da febbraio Ensi, in occasione dell’uscita di Clash, l’aveva detto forte è chiaro che un certo tipo di rap stava tornando: quello dove al centro di tutto c’è la rima, senza ovviamente sacrificare flow e musicalità. E “Clash” ne era stato un ottimo esempio in tal senso.

Il 2019 è stato un anno di sorprese – vedi l’irrompere di Massimo Pericolo e Shiva – di grandi affermazioni come quelle di Lazza e Ketama126, di “resurrezioni” come quelle di Clementino in “Tarantelle”, di conferme come quella di Capo Plaza. E’ stato l’anno di “MM4” e “Mattoni“: due mixtape di successo che hanno in gran parte fotografato lo stato di forma della scena rap nazionale e messo in luce le qualità dei producers coinvolti del progetto.

Il rap italiano ha alzato l’asticella da ogni punto di vista: potenza delle rime, musicalità e produzioni. Fare dei tour all’estero e collaborazioni con artisti importanti interazionali sta diventando quasi la normalità. Tutto questo solo qualche anno fa pareva pura fantascienza.

Oltre il mainstream

Dovunque lo si guardi il rap italiano mostra le sue potenzialità e i suoi punti di interesse. Per questo motivo c’è gloria anche per gruppi storici come i Colle der Fomento che hanno riempito posti come l’Alcatraz e hanno fatto ottimi numeri anche all’estero. Lo stesso vale anche per artisti come Murubutu e Rancore che, oltre alla solita ottima produzione artistica, hanno fatto registrare dei lunghissimi tour con grandi risultati di affluenza. Che sia underground o mainstream poco importa: il rap italiano fotografato in questo 2019 ormai agli sgoccioli gode infatti di ottima salute.

Finale col botto

Un anno che si chiude col botto con l’uscita imminente di Tha Supreme – che poterà con sé uno scompenso rivoluzionario nel genere – e, ovviamente, con l’ultimo lavoro di Marra: qui l’asticella si è davvero alzata. Ribadire l’importanza di “Persona” è ormai diventato superfluo e il successo dei Forum sold out in un solo giorno ci dicono che il messaggio del rapper di Barona è arrivato forte e chiaro. La rimonta di cui parlava poco tempo fa è davvero avvenuta.

Sia il grande pubblico sia i colleghi hanno abbracciato un album complesso e maturo, a lunghi tratti oscuro. Ed è per questo che Tedua – di cui aspettiamo caldamente il nuovo album – ha sottolineato che l’asticella del rap italiano ora, dopo “Persona”, si è davvero alzata.

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