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Aspettando “Persona”: “Watch The Throne”

L’8 agosto 2011 lascia in dote alla storia un’eredità pesantissima: “Watch The Throne”, il joint album per eccellenza, confezionato da Kanye West e Jay-Z. Prima, durante e dopo, l’escalation di un sogno ad occhi aperti che continua ancora oggi.

Ci siamo, questa settimana esce il disco più atteso dell’anno. La redazione di Esse Magazine ha deciso di accompagnare i propri lettori nel countdown: dedicheremo gli articoli dei prossimi 3 giorni a quei dischi italiani e internazionali che, come “Persona”, hanno causato una grandissima attenzione nella fan base. Precisiamo di non avere alcuna pretesa di completezza, e che il criterio di scelta non sarà strettamente legato alla qualità dei dischi, ma al grado di attesa generato nella fan base prima della release.

Ottobre è stato anche il mese di Kanye West. Fa sorridere ad oggi ricordare che in molti non credevano in lui quando prese la decisione di conciliare beatmaking e rime (come ricordava anche Fibra al minuto 10.24 di un’intervista a The Flow). Ironia della sorte, col passare degli anni, è diventato un papabile g.o.a.t. al pari di nomi del calibro di Jay-Z

Ascolta ora: JESUS IS KING

WATCH THE THRONE

L’8 agosto 2011 è anche per questo una data da ricordare, che affida alla storia un’eredità pesantissima: “Watch The Throne”, il joint album per eccellenza confezionato proprio da quei due pesi massimi, Kanye e Jigga.

La cover di WTT, realizzata da Riccardo Tisci

Un giorno che i fan di entrambi e in generale gli appassionati di rap americano custodiranno dentro di loro fino a quando la musica continuerà ad infiammare cuffie e casse.

INFLUENZA INELUTTABILE

Un momento straordinario, al pari dei suoi effetti di ritorno che hanno influenzato artisti e creativi di tutto il pianeta, toccando così inevitabilmente anche le fan base più lontane dalla scena USA.

Guarda ora: Otis

Prima, durante e dopo, l’escalation di un sogno ad occhi aperti che continua ancora oggi attraverso i rumors su un secondo capitolo. Una release con cui tutti, volenti o nolenti, hanno dovuto fare i conti, e che ancora oggi continua a parlarci con voce viva, come ogni classico che si rispetti.

NUMERI

A dimostrazione dell’intensità senza precedenti con cui è stata vissuta l’attesa, la “WTTmania” aveva portato il gradino più alto della Billboard 200 Chart, e disintegrato iTunes con la vendita di 290mila download nella prima settimana, andando al #1 sulla piattaforma in 23 paesi nel primo giorno. Stando a Nielsen SoundScan, nella prima settimana le copie vendute ammontavano a 436k.

Il successo di “Watch the Throne” permise al duo di superare il precedente record macinato nella prima settimana da un album su iTunes. Il progetto in questione era firmato dai Coldplay, che nel 2008 con “Viva La Vida or Death and All His Friends” raggiunse le 282k.

VANTAGGI RECIPROCI

L’incontro tra la meticolosità di Ye e lo spessore di Jigga non portò solo 7 nomination ai Grammy e un platino, ma diede anche un’altissima continuità qualitativa ad un rapporto professionale già testato in occasioni come “The Blueprint”; inoltre permise ai singoli artisti di entrare in una nuova fase della propria carriera, nuovamente rivitalizzata.

Kanye era infatti reduce dall’apice di MBDTF, e le sterzate musicali successive le conosciamo bene; Jigga era sospeso tra “The Blueprint 3” e “Magna Charta… Holy Grail”, con cui avrebbe continuato a puntellare il proprio status senza rinunciare a nuovi tagli per la propria veste al microfono.

La sfida era aprire una parentesi di barre ed estro che servisse ad entrambi per iniziare due nuovi capitoli dei rispettivi percorsi, lasciando un segno indelebile. Il peso delle aspettative era vicino all’insormontabile, considerati i profili coinvolti e il momento storico in cui il mercato si sarebbe trovato fra le mani un prodotto così potenzialmente esplosivo.

Anche in questo senso, annunciare con così tanto anticipo la realizzazione del joint album ha contribuito a tessere sottotrame sulla mitologia di The Throne che si ripercuotono anche sul presente, soprattutto per via di un’incognita: due differenti processi creativi così collaudati e distanti, messi in connessione per una missione comune. Nonostante gli screzi e le controversie, la speranza che si replichi l’evento del 2011 non accenna a spegnersi.

Ascolta ora: MBDTF

DA TWITTER ALLA STORIA

WTT era stato inizialmente presentato su Twitter da Kanye a margine del lancio di MBDTF come un ep di 5 tracce realizzato assieme a Hov, in dirittura d’arrivo.

Kanye e Jay-Z

Soltanto successivamente rivelò ad MTV che il progetto sarebbe stato più corposo, assumendo la forma e la struttura di un vero e proprio album.

La produzione del disco, avviata a novembre 2010, portò ad alcune tappe significative da segnalare prima dell’uscita del joint album, tra cui il rilascio del primo estratto “H•A•M” a gennaio 2011 e due sessioni di ascolto straordinarie.

La prima il 7 luglio, organizzata da Jay-Z al Mercer Hotel di New York; la seconda il 1 agosto, in cui Jigga e West fecero sentire l’album al Rose Center for Earth and Space del Museo Americano di Storia Naturale di NY, in una premiere ricca di artisti e invitati di prestigio.

Un progetto dunque largamente preannunciato e seguito passo passo dai media tra sessioni di registrazioni in Europa, disguidi tra i due artisti e un artwork d’eccezione che fece molto scalpore.

L’estetica del disco venne curata minuziosamente da Riccardo Tisci, all’epoca creative-director di Givenchy (ora accasato a Burberry), che contribuì ad impreziosire ulteriormente WTT.

Riccardo Tisci (al centro) in compagnia di Ye e Kim

Niggas hear Watch the Throne, yeah, it’s like the Beatles back

Bey-Bey my Yoko Ono, Rih-Rih complete the family

Jay-Z, Illest Motherfucker Alive

Fra le bars più rappresentative della portata del disco, in “Illest Motherfucker Alive” Jay-Z arriva a paragonare il clamore suscitato dal duo ad un ritorno dei Beatles.

Nonostante la voluta provocazione, ricorderemo comunque WTT come una delle tappe più significative e decisive della cultura urban americana.

Ma soprattutto, come uno dei rari casi in cui la realtà del risultato non ha deluso le aspettative più esasperate prodotte dalle previsioni del pubblico. E il valore essenziale di “Watch The Throne” è la consistenza tematica che un album così spettacolarizzato e caricato poteva anche permettersi di diluire. Ma non sarebbe stato WTT: una lectio magistralis di sonorità, stile e contenuto.

Guarda ora: Niggas in Paris

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