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Dentro la testa di Ghali

C’è molta curiosità attorno al cantiere del nuovo progetto di Ghali. Tra collaborazioni e prospettive, abbiamo provato a decifrare alcuni suoi segnali.

Si dice che a volte sia necessario perdersi per ritrovarsi. In una corsa vorticosa come la carriera musicale, un passaggio simile può diventare ricorrente. Le frasi di transizione ci sono, anche e soprattutto per via di una concorrenza che volenti o nolenti batte nella testa come un tamburo; sia che la si consideri, sia che la si ignori, perché l’artista vi è immerso.

La caduta causata dalle questioni personali può farsi ancora più rovinosa se si prende coscienza dei metri che quelli davanti stanno guadagnando. In quei momenti, il rapper si trova a condividere i fantasmi del pilota di MotoGp in una domenica nera: arrivi lungo in staccata, la scelta delle gomme si rivela poco azzeccata, l’assetto sbagliato le fa degradare più facilmente, le considerazioni del team si scontrano con le tue sensazioni.

La leggenda vivente della MotoGp Valentino Rossi

 Come se non bastasse, la gara che avresti voluto fare è sotto la sella di qualcun altro, mentre gli altri piloti continuano a rosicchiarti un secondo dopo l’altro. Puoi solo assistere impotente fino all’ultimo giro alle prospettive della vigilia che si sgretolano. Il peso dei punti da portare a casa è tutto sulle tue spalle, anche se il primo ti dà 20 secondi. Perché nel peggiore dei casi puoi finire col culo per terra.

L’artista di spessore riesce a prendere il buono che ogni domenica gli lascia alla voce esperienza. Se ci limitiamo a prendere in esame soltanto la storia recente, troveremo senza troppa fatica dichiarazioni che vanno in questa direzione. Giaime, prima di riscoprirsi più forte, ammise qualche anno fa di aver perso il contatto col terreno di una strada che sembrava già scritta.

DENTRO LA TESTA DI GHALI

Lo stesso Ghali non ha fatto mistero nella sua migliore prova estiva della poca soddisfazione per alcuni risultati. Domeniche amare che il rapper di Baggio sembra essersi messo alle spalle, pronto con nuove intuizioni, un nuovo disco e più idee che dreadlocks a ritornare sul gradino più alto del podio. Abbiamo provato ad immaginare quali potrebbero essere queste idee.

L’ultima fase artistica del rapper di “Cara Italia” è stata messa da lui stesso al vaglio di una massiccia dose di autocritica.

Compro villa a mamma con un pezzo pop

Anche se l’ultimo anno ho fatto qualche flop

Ghali, Vossi Bop Remix

In “Vossi Bop (Remix)” è piuttosto chiaro a riguardo.

Ben inteso, una crisi è ben altra cosa: Ghali il suo ha continuato a farlo, riuscendo a colpire nel segno al momento giusto, soprattutto con il remix del brano di Stormzy che ha avuto sul pubblico l’effetto sbalorditivo di una macchina del tempo.

Quel pezzo è coinciso nell’immaginario collettivo specializzato con il nuovo inizio. Più del brano con Sick Luke in MM4, più di “Turbococco”, “Hasta La Vista” e “I Love You”, nonostante ottimi numeri. Sul beat di Chris Andoh, Ghali sfodera il meglio del suo repertorio. Da lì riparte la sua storia, e i segnali più recenti sembrano darne conferma.

LE CIFRE DEL RAP DI GHALI

Interessante che pochi giorni fa abbia scelto proprio le barre di quel brano per dire ai propri fan che il disco sta arrivando. Lo ha fatto con il cuore pulsante del suo corpus testuale: la figura materna. Un aspetto da non sottovalutare, che riporta al centro dell’attenzione le qualità e gli elementi che hanno fatto grande Ghali nel nuovo corso del rap italiano.

Se fossimo nella sua testa, e dovessimo ripartire più forti di prima, non potremmo rinunciare ai punti fermi che reggono una delle fan-base più ampie del panorama musicale nostrano.

PUNTI FERMI

Ghali era diverso dagli altri perché riceveva dal pubblico un’attenzione diversa. Si voleva sapere sempre di più della sua vita, ma soprattutto era forte il desiderio di sentirne parlare con quella precisa modalità espressiva. Ghali raccontava la madre, il quartiere, l’integrazione, i pomeriggi nel quartiere in un modo unico. Perfino l’erba fumata faceva levitare la mente dell’utente per 3 minuti. Era riuscito ad instaurare tra lui e il cervello dell’ascoltatore un canale attraversato da una corrente in piena di punti di contatto.

Cose che tutti potremmo immaginare di vivere, ben più lontane del Mercedes Nero di Sfera ai tempi. Ghali aveva anche le sfumature e i vissuti tutti suoi, indecifrabili dall’estraneo, i problemi personali e le situazioni che non tutti vivono, ma trovava il modo di farci entrare nella dimora del suo estro e del suo sguardo senza farci togliere le scarpe.

SCOMMESSE

Le scommesse che Ghali potrebbe fare sono molte. La suggestione francese è sempre molto forte. Non è escluso che il prossimo progetto presenti qualche interessante collaborazione transalpina. Nomi fascinosi potrebbero essere Soolking, Koba LaD o MMZ.

I tempi sono maturi anche per un’operazione stile Rkomi, con un’esplorazione nei meandri del pop sperimentale senza precedenti, forte del fatto che a differenza del rapper di Zona4 quella dimensione sonora non si slega del tutto dal profilo dello Sto-boy sulla carta. Magari mettendosi al fianco di un nome grosso del circuito nazionale e internazionale, con cui potrebbe prendere forma il crack del nuovo anno. Qualche giorno fa Laura Pausini commentò un post di Ghali su IG. Non succede, ma se succede..

CLUB

Il virtuosismo di Ghali ne ha fatto negli anni uno degli artisti più plastici del panorama urban di casa nostra, e non ci sarebbe da stupirsi se un giorno dovesse calcare tappeti diametralmente opposti al suo presente, dall’afrobeat alla dancehall. Con un po’ di fantasia e la giusta spalla (giocando al fantafeat, Solomun sarebbe un bel nome) perfino il mondo della techno potrebbe aprirgli le porte senza troppa fatica.

La dimensione del club-rap gli si addice più naturalmente nell’ottica di un cambio di registro, ma l’impressione è che il nuovo Ghali voglia tornare a fare quello che sa fare meglio, riproponendo gli strumenti che alcuni potrebbero aver già bollato come “acqua passata”, dimentichi che ogni lavoro di ieri si riflette sull’oggi e il domani. La riscoperta offre notevoli potenziali offensivi, in termini di efficacia.

L’idea è la stessa alla base del recupero mentale di calciatori dati per spacciati nei progetti societari. Quando ritornano da un lungo infortunio o vengono rivitalizzati, si rivelano come il miglior acquisto della sessione di mercato, direttamente dall’interno. Forse il prossimo Ghali punterà tutto sulle ricchezze che già aveva messo in cassaforte. Il mordente in più potrebbe darlo quella nuova dimensione confezionata negli ultimi mesi, che sta attraversando l’estetica del rapper anche in termini di lifestyle, grazie ai recenti ingressi nel mondo Bulgari.

A SCUOLA DA FIBRA

Uno dei motivi per cui rapper come Fibra manifestarono tutto il proprio apprezzamento nei confronti di Ghali è dovuto alla notevole capacità di raccontare in scioltezza il vero e di creare punti di interesse. Proprio come il rapper di Senigallia, nel rap di Ghali c’era poco spazio per la spettacolarizzazione fine a se stessa, non funzionale a creare un’immagine per condividere un passo della propria lettura della realtà.

Insomma, se si poteva, era meglio parlare di sé, di quello che si vede, di quello che si sente. Ghali fece per certi versi quello che fece Fibra: raccontò in molti suoi pezzi quello che vedevamo, quello che un paese sentiva, diventando i loro (nostri) occhi e voce.

Questo implicava una catalogo di argomenti che riempissero le case degli italiani senza distinzione sociale, che tutti potessero avvertire come propri, dalla famiglia alla politica. Non è un caso che la fortuna di “Vossi Bop” sia passata anche dalle considerazioni di carattere sociopolitico presenti nel testo, che han riportato nella testa di molti l’eco dell’impegno e della partecipazione che hanno contribuito a diffondere a macchia d’olio per l’Europa il profilo del rapper.

Alla partita del Milan ero in tribuna con gente

C’era un politico fascista che annusava l’ambiente

La squadra da aiutare a casa propria praticamente

Forse suo figlio è pure fan che mi guardava nel mentre

Ghali, Vossi Bop Remix

MACE

Se Ghali ripartirà da questi punti di fermi, metà del lavoro sarà già fatto. A patto di recuperare un’altra delle sue cifre: l’appeal stilistico prorompente, scanzonato con una vena raffinata, anche in termini sonori. Il fatto che stia lavorando con Mace, uno dei produttori colpevolmente meno chiacchierati del rap game, contribuisce a far rizzare le antenne.

Il beatmaker milanese sforna almeno un beat memorabile all’anno. Riesce sempre a trovare la chiave per formulare qualcosa di slegato dal trend-standard che tuttavia aderisce perfettamente al contesto storico in cui viene rilasciato.

Sta dentro la fase leggendola a modo suo, con ottimi risultati. E, cosa più importante, è uno dei pochi produttori che sa far parlare il beat. Ascoltarsi “Cosa Mia”, “Babysitter” e “Non ci sei tu” per credere.

3 momenti storici, 3 scoperte che passano all’orecchio più fino perché si discostano da quello che ci si aspetta. Proprio quello che Ghali ha saputo fare e che gli serve in questo momento.

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