Connettiti con noi

Italia

Abbiamo intervistato Nashley

Da poco Nashley ha pubblicato nuova musica: è sbarcato da qualche giorno ”Quanto freddo fa”, un nuovo singolo in collaborazione con Giaime.

Ascolta ora Quanto freddo fa

Federico: Dopo “Real” e già da “Nuovi Jeans” hai deciso di raccontare un lato più profondo e introspettivo della tua arte, pensi di aver trovato la tua dimensione?

Nashley: In realtà credo di essere estremamente versatile. Mi spiego: ho voluto scrivere gli ultimi singoli in un mood più triste e sentito perché semplicemente era ciò che provavo in quel preciso momento. Se il prossimo giorno in cui scriverò sarò felice, potrebbe uscire un pezzo più allegro;  se invece quel giorno sarò carico e pieno di adrenalina, potrebbe nascere un bel “banger” da club.

Quindi, ho trovato la mia dimensione? Diciamo che per il momento ne ho trovato solo una minima parte.

Federico: In che modo ti senti cresciuto da “Real”?

Nashley: Dall’uscita del mio primo disco sono cambiate molte cose: sto firmando nuovi contratti, sto scrivendo su beat in cui non mi sarei mai ritenuto capace di scrivere, sto conoscendo personaggi importanti nella scena italiana da cui potrebbero nascere collaborazioni.

Sono maturato nei testi e nello stile di vita; diciamo che sono sempre più convinto che questo possa continuare ad essere il mio lavoro ancora per molto tempo, e ne sono estremamente grato.

Federico: “Quanto freddo fa” in collaborazione con Giaime è il primo feat che pubblichi nel tuo percorso dopo “Real”: perché la tua scelta è ricaduta proprio su di lui?

Guarda, è stato tutto molto naturale.

Ero in tour in Sardegna, Giaime mi ha scritto su Instagram e ci siamo organizzati per beccarci.

Ho dato subito molta importanza alla collaborazione perché era completamente inerente al percorso musicale che stavo facendo io, sia come mood, che come gusti.

Federico: Ci racconteresti come è nata la traccia?

Nashley: Ci siamo beccati la prima volta a Milano, credo fosse metà Giugno, ma quel giorno non è uscito nulla di buono dallo studio perché eravamo tutti un po’ stremati dalla giornata.

 

Abbiamo deciso quindi di rivederci nella mia città, Vicenza, i primi di agosto – assieme a Nardi, Enrico Bulla (il proprietario dello studio) e Giulio Filotto (il chitarrista). 

E’ stato uno dei lavori più facili tra tutti. Mi sono trovato completamente a mio agio con Gimmi, abbiamo scritto un po’ insieme, un po’ da soli, abbiamo deciso i giri e gli accordi della chitarra, ci siamo confrontati praticamente su tutto.

L’intero processo è stato incredibilmente naturale.

Federico: Cosa dobbiamo aspettarci prossimamente da Nashley? Che obiettivo ti sei prefissato con questi nuovi lavori?

Ti dico la verità? Non lo so con precisione.

Ora come ora sto prendendo il tempo giusto per non sbagliare con la prossima uscita, ci sono molti progetti in ballo. 

Ho altre due collaborazioni con altri artisti che usciranno a breve, piano piano sto scrivendo il disco anche se non è cosi facile e mi sto impegnando un casino. 

Nel secondo disco o spacchi, o spacchi. Non c’è altra possibilità.

Federico: Ad un certo punto nel brano dici: “Sognavo una storia un po’ diversa da questa”, riferendoti ad una vita ideale che forse è sfumata. Quali sono, invece, i sogni che ancora coltivi e per i quali lavori (sia da un punto di vista musicale che personale)?

Nashley: Per fortuna ho 19 anni e di sogni ne ho ancora tanti, ne avrei migliaia da raccontare.

Fondamentalmente spero che la musica possa restare il mio lavoro per sempre, riuscire a guadagnare con la propria passione è la cosa più figa.

Federico: Dici: “In sto mondo nulla cambia se non lo fai tu”, un concetto che già in “Cenere” avevi esposto egregiamente. Qual è stata la spinta (o la necessità) che ti ha indotto a questo cambiamento da un punto di vista artistico? 

Mi da fastidio la gente che parla o si lamenta dei problemi senza poi non risolvere nulla. Sono più dell’idea “parla di meno e fai di più”, perché lamentandosi non cambia nulla. Se vuoi qualcosa te lo prendi da solo, se vuoi un cambiamento inizia a fare il primo passo tu, poi parla.

Federico: Il Nashley che vediamo ora è un Nashley sperimentatore, ben differente da quello che qualche anno fa abbiamo sentito in brani come “Bang”. Cosa pensi di aver conservato del tuo vecchio profilo artistico? E che cosa non vorresti perdere mai? 

Nashley: Credo di aver conservato credibilità in quello che dico.

Non parlo molto di ciò che ho fatto (anche se quando ne ho voglia capita), non serve parlare di droga, spaccio e soldi, chi mi conosce sa cos’ho fatto e non sono di certo cose di cui vantarsi.

Federico: Il beat di Nardi è molto minimal: stata una tua scelta o è stato lui a proportelo?

È stata una scelta mia.

Ero in fissa con il beat di “Goodbyes” di Post Malone, che inizia con un Pad.

Mi piaceva l’idea di far risaltare di più la mia voce piuttosto che avere un beat pieno di suoni.

Ascolta ora: Goodbyes

Ringraziamo Nashley per la disponibilità.

Per rimanere aggiornato su tutte le uscite del mondo Urban continua a seguire il nostro magazine.

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter

Popolari

Fedez ha provato a spiegare la sua strategia senza riuscirci

Italia

Nipsey Hussle Nipsey Hussle

Chi era Nipsey Hussle?

Estero

Come funziona un tour europeo?

Italia

Come si ottiene il permesso per un sample?

Italia

Come cambierà la musica con la nuova legge europea?

Lifestyle

Rkomi, ci è piaciuto il disco?

In Evidenza

marracash guerra marracash guerra

La guerra di Marracash

Italia

Fotoromanzo: Capo Plaza

Italia

Connettiti
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter