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Non possiamo scordarci del 2016 di Gemitaiz

Tra innovazione e ripetizione, il 2016 ha iniziato Gemitaiz ad un capitolo di evoluzione e con lui, sicuramente, tutta la scena italiana.

Questa settimana di Esse Magazine sarà interamente dedicata al 2016: un anno essenziale per la costruzione delle fondamenta di tutta la musica urban italiana che possiamo ammirare oggi. Nei prossimi giorni dedicheremo i nostri contenuti agli avvenimenti musicali più importanti del 2016 e ai protagonisti che hanno preso quei dodici mesi per portarseli nella storia.

Eludere il cliché che la musica rap non sia un blocco monolitico adagiato su sé stesso, ma che comprenda una vastissima e pressoché infinita serie di sfumature e variazioni, è cosa difficile oggi, figuriamoci nel 2016. Contestualizziamo questo intento in una Roma ancora legata ad un classicismo quasi claustrofobico e otteniamo così i precetti per raccontare Gemitaiz in “Nonostante tutto”.  

Dire extrabeat e Davide è la stessa cosa: una carriera costruita su decine e decine di palchi portando in scena un Cerbero che della strumentale faceva un po’ quello che voleva, attitudine che gli ha cucito addosso l’ingombrante – a livello di portata – parallelismo con Eminem

Così quando il 1 luglio 2015 nelle radio ha iniziato a girare il singolo “Bene”, traccia che avrebbe anticipato il secondo album solista, l’identità di Gemitaiz (che troppo spesso in Italia è confusa con la coerenza) viene messa in dubbio ed il pubblico inizia a palesare opinioni contrastanti.

Guarda ora “Bene”

Il duplice valore del cambiamento

Possedere delle qualità fortemente caratteristiche ti concede il lusso della riconoscibilità, valore che nell’ambiente discografico in generale risulta dote imprescindibile per siglare un contratto, ma che calato nell’underground ’00 – e nell’uscita di “Nonostante tutto” – assume una componente affettiva e di “misura dell’artista” da non poter ignorare.

Per il rapper romano tale tratto distintivo è sicuramente la voce: roca, bassa, cruda; mezzo attraverso il quale la sua musica si fa ancora cronaca di un vissuto collettivo, spogliato dai perbenismi e dalle mezze verità, diretto e forte. Non è difficile immaginare allora il senso di disorientamento che migliaia di ascoltatori provano al primo approccio con l’album: melodico, a tratti pop, più lento rispetto al Gemitaiz che sulla base ha sempre corso – in tutti i sensi.

Eppure sapersi rinnovare e avere la voglia di sperimentare, senza celarsi dietro alla paura di una possibile rottura con il suo personaggio precedente – che altro non è se non una sfaccettatura – è stato un gesto eroico (per sé e per i fan) che abbiamo compreso solo a posteriori. 

L’influenza di personaggi come Travi$ Scott o The Weeknd che nell’album si sente tutta con la capacità di costruire brani tecnici e serrati – che in questo progetto si dimostrano più spontanei nonostante doppie rime, brani terzinati, autotune siano presenti e fedeli al vecchio mood a cui ci aveva abituato – lo hanno portato a soli due settimane dall’uscita (avvenuta il 22 gennaio 2016) a fare disco d’oro, debuttando in prima posizione nella Classifica FIMI.

Gemitaiz nel disco: il Giano Bifronte del 2016 

L’interpretazione moderna ci ha delineato in maniera sempre più marcata le chiavi di lettura possibili di un album: quella contenutistica o tematica e quella musicale in sé, sonora.

Anche in questo “Nonostante tutto” ha segnato un punto di rottura nell’anno in questione. 

Gemitaiz ci concede forse per la prima volta in maniera ufficiale la possibilità di approcciarci alla sua sfera più personale, delineando due figure che si alternano nelle 16 tracce del disco: una fatta di paure, angosce, fantasmi e l’altra fiduciosa ed innamorata (non solo dell’allora compagna e dj Ema Stokholma, protagonista del brano “Forte”), in antitesi continua, proponendoci una narrazione vera e propria che vede Davide contro sé stesso e Davide contro tutti.

Nel primo caso il contenuto è intimo e travagliato, si pensi a brani come “Niente per me” o “Non lo so”, nel secondo invece si fa spazio la rabbia e il senso di rivalsa manifestato verso dei “questi” non così impersonali come in “Ce l’hanno con me”

L’atmosfera è resa possibile anche dalla partecipazione di Fabri Fibra, MadMan, Gué Pequeno ed Emis Killa, accompagnata dal connubio sonoro di produzioni curate da Frenetik & Orange, Il Tre, Boss Doms, 2nd Roof e Don Joe che ne sottolineano una maturazione artistica non indifferente, con suoni ricercati e ben contestualizzati.

Gemitaiz – come Giano – ha saputo dimostrare di poter attingere al passato strizzando l’occhio al futuro, guardando attraverso quelle due porte del tempo che lo hanno reso tassello imprescindibile della nostra evoluzione musicale made in Italy, valicando le frontiere di genere.

Ascolta ora “Preso Male”

Inediti e rarità nella versione reloaded

Nel giorno del suo compleanno, il 4 novembre, annuncia tramite Facebook una sorpresa: vedrà la luce “Nonostante tutto Reloaded”, ristampa comprensiva di un secondo CD contenente inediti, remix e i live dell’esibizione al Carroponte di Sesto S. Giovanni il primo settembre 2016.

Tra i brani che ci sembrano più sperimentali e che hanno sorpreso il pubblico durante il suo tour c’è “Domani”, pezzo in cui Gemitaiz diventa quasi black, dove le frequenze si fanno più basse e corpose, regalandoci quattro minuti di pura poesia.

Per quanto sia difficile trovare un equilibrio tra capolavoro e flop, tra innovazione e ripetizione, il 2016 ha iniziato Gemitaiz ad un capitolo di evoluzione e con lui, sicuramente, tutta la scena italiana. 

«Non devo piacerti per forza, ci tengo a distinguermi. È un gesto punk» Gemitaiz – in un’intervista per Rolling Stone

Ascolta ora “Nonostante Tutto”

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