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“Hellvisback”: unire passato e futuro per l’immortalità

Come Salmo ha trovato la formula perfetta per creare un perfetto concept album.

Questa settimana di Esse Magazine sarà interamente dedicata al 2016: un anno essenziale per la costruzione delle fondamenta di tutta la musica urban italiana che possiamo ammirare oggi. Nei prossimi giorni dedicheremo i nostri contenuti agli avvenimenti musicali più importanti del 2016 e ai protagonisti che hanno preso quei dodici mesi per portarseli nella storia.

Da sempre, il modo migliore per affermare la propria continua evoluzione è sperimentare, dare sempre piena espressione alla propria creatività.

Il percorso di Salmo è unico nel rap italiano: partendo da “The Island Chainsaw Massacre” e arrivando a “Death USB” e “Midnite”, il rapper ha sviluppato contemporaneamente molteplici lati artistici, da un lato l’elettronica, dall’altro il rap classico, da una parte la rabbia nichilista, dall’altro una naturale avversione verso lo scendere a compromessi.

Nel 2016 tutte queste componenti riescono ad incastrarsi perfettamente, trovando piena espressione in “Hellvisback”, uno dei migliori album dell’artista sardo.

Guarda ora “1984”

Il 2016 di Salmo

Torniamo un attimo a quell’anno: quella che, per comodità, definiremo “trap” stava man mano uscendo dal buio, arrivando agli occhi della massa e cambiando la percezione del rap italiano di fronte al pubblico pop.
In questo marasma generale, moltissimi artisti della scuola immediatamente precedente si ritrovavano immersi in un ambiente talmente diverso da essere impossibilitati a rimanere al passo con i tempi, mentre le nuove leve del rap italiano cominciavano a crescere a velocità inimmaginabile.

“Hellvisback” è la sfida di Salmo contro sé stesso: l’obiettivo è assumere le nuove sonorità del rap, senza snaturarsi e dimostrando la propria superiorità in questo nuovo ambiente.

A partire dalla varietà dei suoni, che vanno dal suonato di “1984” alle avanguardistiche produzioni di Big Joe in “Giuda” e “Io sono qui“, il suono è estremamente curato in ogni suo lato, grazie anche al costante apporto di Low Kidd nella direzione artistica.

La componente fondamentale del lavoro del producer di casa Machete è ben sintetizzata nella potenza di “7 AM” e “L’alba“, che, nella loro dicotomia, continuano ad essere due dei momenti più alti del disco.

A impreziosire ulteriormente il tappeto artistico ci pensa anche Travis Barker, cui vengono affidate le batterie di “Bentley Vs Cadillac” e di “Il messia“.

Dal punto di vista lirico, invece, la scrittura di Salmo è tagliente e incisiva, oltre che incredibilmente spontanea: in questo modo il disco si caratterizza per punchlines precise e accurate, ma altrettanto adatte a colpire un ampio range di ascoltatori.

Guarda ora “Il messia”

Passato e futuro

Quest’unione di passato e futuro ha caratterizzato e consacrato definitivamente il personaggio di Salmo, preparando perfettamente il sottobosco per quello che sarebbe stato.

In un’epoca in cui la maggior parte degli artisti rap cercava la hit pop e le nuove musicalità stavano invadendo il mercato, Salmo ha mantenuto la crudezza del rap in un ambiente mainstream, ma facendo cogliere comunque la propria trasversalità artistica, attingendo da più generi ed ere musicali.

«”Hellvisback” è senza ombra di dubbio uno dei più grandi album del rap italiano», ci ha detto Pico Cibelli, direttore Sony.

«Ricordo bene tutti i momenti della gestazione di quel capolavoro…dalla scelta dei beat, alla cura delle grafiche, fino alla strategia di lancio non convenzionale…lavorando al fianco di Salmo mi sono reso conto che è un grandissimo artista, un top producer, un creativo pazzesco….insomma: un genio!», ha spiegato.

«Hellvisback è l’album che ha ricordato a molti che il rap non è solo una moda, vestiti firmati o estetica in generale ma è soprattutto tecnica e contenuti…e Salmo ne è il RE. Il 2016 inoltre è stato l’anno della grande esplosione dello streaming, dando così nuova linfa e visibilità al rap italiano e a tutta la musica indie».

Salmo, unendo passato, presente e futuro della musica italiana e internazionale, ha trovato la formula perfetta per creare un perfetto concept album, in grado di essere estremamente riconoscibile nel mercato discografico del tempo.

Con un progetto di qualità e una ricerca sonora di prim’ordine, “Hellvisback” si è andato a incastonare perfettamente nel caotico mercato del 2016, prendendosi lo spazio che si meritava.

In un momento di completa rivoluzione, Salmo ha saputo innovarsi mantenendo coscienza di quello che è e di quello che è stato, unendo il passato al futuro e creando, infine, qualcosa di immortale.

Ascolta ora “Hellvisback”

Ringraziamo Pico Cibelli per la disponibilità

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