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Perché Drefgold è così odiato?

Drefgold è da sempre bersagliato da mille accuse, disparate tra loro e fantasiose, ma quali sono oggettivamente fondate? Quali sono stati gli errori di Drefgold nel corso di questi anni di carriera?

Per un semplice principio di proporzionalità, all’aumento della popolarità e della fanbase corrisponde sempre un aumento dell’odio ricevuto.


Spesso i commenti in rete rappresentano il lato peggiore delle persone, non si sa precisamente il perché, ma ciò che è oggettivo è che oggi affrontare un percorso di crescita di popolarità implica automaticamente il doversi rapportare con una forte negatività di feedback.

Ad oggi, è condicio sine qua non del successo il saper dividere il pubblico, creando un contrasto tra la propria arte e la concezione comune.
Non c’è successo senza questo tipo di divisione, perché l’affermazione di una visione deve necessariamente passare per il contrasto rispetto a un altro approccio artistico.
L’assenza di qualsiasi avversione, spesso, indica che il prodotto non è sufficientemente innovativo da smuovere il mercato.
Sfera, Tedua, Plaza e molti altri, prima di essere definitivamente capiti e apprezzati, hanno ricevuto hating e commenti di scherno da parte della fanbase, per poi essere definitivamente consacrati come best seller.

Drefgold: l’odio nei suoi confronti è giustificato?

In mezzo a tutto l’odio che si trova online un personaggio che è da sempre estremamente criticato è Drefgold, bersagliato da mille attacchi nel corso della sua carriera, a partire dalla fanbase rap e fino ad arrivare alle polemiche ricollegate a feste di città di qualche migliaio di cittadini.


Oggi, dopo “Snitch e Impicci”, molti commenti negativi si sono zittiti, grazie alla freschezza dell’attitudine di Dref e agli innegabili ottimi risultati che sta ottenendo.
Tuttavia, le accuse che gli son state mosse sono le più varie, dal non avere contenuti all’essere ripetitivo e incapace di sviluppare una carriera solista, ma, al di fuori del parere soggettivo, possono queste critiche essere davvero oggettivamente fondate?

Il rap deve sempre e comunque avere un contenuto?

La prima presunzione di scacco matto a Dref è stata il sostenere che non abbia contenuti.
Abbiamo più volte sottolineato l’illusione del pretendere sempre e comunque argomenti e ragionamenti profondi di filosofia e di cultura, ma è necessario soffermarci nuovamente su questa questione.
Da sempre il rap si caratterizza per sottolineare una componente di stile, che si fonda sull’ostentazione e sul semplice evidenziare il proprio status.

Facciamo un esempio: da sempre i più tendono a minimizzare il ruolo del rap italiano, sostenendo che il rap all’estero parli e affronti tematiche decisamente diverse rispetto a quello nostrano, ma è davvero così?
Prendiamo “Highest in the Room”: Travis Scott elabora una traccia fortemente incentrata sull’utilizzo di sostanze stupefacenti e sul rimembrare alcune caratteristiche di una donna, che probabilmente è la stessa Kylie Jenner.


Traducendo il ritornello, in particolare, ciò che Scott dice è semplicemente “È causa del fumo, lei mi riempie la testa di idee, sono il più intossicato/fatto della stanza”.


Ora, fermo restando che il valore artistico di Travis sia assolutamente innegabile, diviene impossibile negare che il contenuto, ad oggi, non sia probabilmente la caratteristica fondamentale di una canzone per arrivare al successo.

Ascolta qui “Highest in the Room” di Travis Scott:

Questo è ovviamente solo un esempio, ma non si può negare che non sia una caratteristica insita all’hip hop quella di ostentare e autocelebrarsi.
Non è quindi un errore se una parte del rap il non approfondire particolarmente un argomento, ma è un errore cercarlo con insistenza in un genere come questo.

Di cosa parlano le tracce più ascoltate al mondo?

Guardando la classifica dei 200 brani più ascoltati del mondo su Spotify, è chiaro che la maggior parte delle tracce trattano temi in modo discretamente generalista, come ad esempio un amore non corrisposto.
L’unica differenza, spesso, è che, quando ascoltiamo una canzone straniera, se non conosciamo la lingua, potremmo lasciarci più facilmente trascinare dal mood della canzone.

Per questo motivo, alcune tracce americane appaiono più serie dal punto di vista contenutistico di quello che effettivamente sono, ma è solo questione di percezione.

La riconoscibilità è la caratteristica più importante di tutte

Questo tipo di questione si collega necessariamente a un’altra critica: cosa vuol significare che un artista dice sempre le stesse cose?
La riconoscibilità di un artista è l’unica cosa che conta in un mercato come il nostro: acquistare un proprio linguaggio e un proprio vocabolario, non replicabile da nessun altro, è una condicio sine qua non di un percorso artistico articolato e duraturo.
Le doppie di Travis Scott sono uniche, così come la voce e lo stile di Lil Wayne, che da anni gli permettono di essere un evergreen della scena.
La ripetizione di alcuni termini, tra cui “KNGL” e “Comparemà”, ha garantito a Drefgold di divenire riconoscibile agli occhi del grande pubblico, che rimane l’unico giudice.


Tra gli altri, uno dei neologismi più interessanti di Dref è apparso proprio in “Snitch e Impicci”: unendo l’americano “Brother” e il napoletano “Fratmo”, all’inizio della sua seconda strofa il rapper bolognese crea la parola “Brothmo”, totalmente inedita nel nostro paese.

Proprio con questo riconoscibile stile Dref ha collezionato le sue hit e la prima è sicuramente “Casco Momo”, talmente inusuale rispetto al resto della scena da creare una reazione in qualsiasi ascoltatore.

Perché si sostiene che Drefgold sia un raccomandato?


Non a caso è stato proprio con i singoli solisti che il cantante ha attirato su di sé le attenzioni di Charlie Charles e Sfera Ebbasta, che lo hanno supportato fin da subito.
Questo tipo di aiuto da parte dei due artisti milanesi ha fatto nascere l’idea che il suo successo derivi esclusivamente da questo, ma non è così.
In primis, i suoi singoli solisti, tra cui “Boss”, “KNGL”, “Occupato” e “Booster”, hanno cumulativamente superato i 50 milioni di streams, quindi non si può in alcun modo affermare che non sappia creare delle hit anche da solo.

L’importanza dei featuring di Drefgold

Allora, forse, dovremmo invertire il ragionamento: qual è l’importanza dell’apporto di Drefgold nei vari featuring rilasciati negli ultimi anni?
Arriviamo dritti al punto: il successo di “Sciroppo”, seconda traccia più ascoltata del disco di Sfera, è definitivamente legato alla potenza del ritornello, che, grazie alla melodia di Dref, diviene estremamente canticchiabile.


Allo stesso modo, in tracce come “Glock” di Wayne e “Soldi Facili” di Enzo Dong l’apporto di Drefgold è più che fondamentale, per lo stesso motivo di cui sopra.
La sua presenza in alcuni featuring, d’altro canto, ha decretato un’attenzione verso l’artista da parte di alcuni dei più affermati rappers italiani, come in “Borsello” e “Tesla”.

Quali sono stati gli errori di Drefgold negli ultimi due anni?

Tuttavia, per onestà intellettuale, è necessario sottolineare anche quali siano stati gli errori o le imperfezioni del progetto.
Il primo di questi è sicuramente la scelta di pubblicare “KNGL”, il suo primo disco, il 6 luglio 2018. Le cose che si possono recriminare in questo caso sono due: la tempistica e la strategia.


La pubblicazione di un disco d’esordio a luglio, forse, non ha facilitato né gli instores né la vendita fisica del disco, soprattutto in un mercato che non era sviluppato come quello di oggi.
A questo va inevitabilmente a collegarsi la seconda questione: oggi ha ancora senso pubblicare un disco senza una fanbase definitivamente affermata? Nonostante la presenza di alcune tracce che potevano funzionare come singoli, probabilmente la struttura del disco ha diluito il peso specifico di tracce come “Soldi Blu” e “Piccolo Dref”.

Oggi non si può attendere troppo tempo tra una pubblicazione e l’altra

Il potenziale del rapper poteva essere sviluppato in maniera più continuativa, soprattutto dopo la pubblicazione del disco.
Ad oggi, soprattutto per chi non è definitivamente affermato, non è salutare né utile restare fermo artisticamente per molti mesi, perché la velocità del mercato attuale richiede una presenza costante e efficace.


Tra “Nuvola” con Side, che è andata a integrare il progetto “KNGL”, e “Drip”, il singolo successivo di Dref è passato un intero anno, che oggi è inteso come un’era geologica.
Un’ulteriore attesa eccessiva è stata quella tra “Drip” e “Snitch e Impicci”, che è stata pubblicata a fine febbraio, dopo 9 mesi dal precedente singolo.

“Snitch e Impicci” con gli FSK è stata la mossa giusta

La strada intrapresa con quest’ultima traccia è probabilmente la via da seguire per riportare al massimo splendore il nome di Dref, non solo per quello che riguarda i numeri.
Il rapper ha infatti sempre saputo sfruttare la forza della collaborazione, che non dev’essere in alcun modo sottovalutata, come era invece avvenuto in “KNGL”.
Tra i due estremi è necessario trovare un equilibrio: il prossimo progetto di Dref deve essere calibrato tra featuring e brani solisti, portando all’ennesima potenza i caratteri di forza che abbiamo evidenziato finora.

Lo abbiamo già detto in un articolo: quest’anno deve essere la definitiva consacrazione del talento artistico del rapper di “KNGL”.
L’ultimo passo è stato perfetto per rinascere, ma ora la vera sfida è mantenere questo standard, riprendendo da dove Drefgold era rimasto esattamente due anni fa e muovendosi stavolta senza paura o fretta, ma ben cosciente di quale sia il modo migliore di esprimere la propria arte.

Ascolta qui “Snitch e Impicci” di Drefgod con la FSK:

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