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Converse Pro Leather: storia di un’icona senza tempo

Converse è street culture per antonomasia. La Pro Leather, uno dei suoi modelli più riconoscibili, è la scarpa metropolitana per eccellenza. La sua storia viene da molto lontano.

Converse ha dettato tendenze e regole stilistiche riconoscibili ancora oggi, ma soprattutto si è dimostrata capace di soddisfare le esigenze del proprio mercato di riferimento, scavalcando qualsiasi possibile divario generazionale. Converse è street culture per antonomasia.

La Pro Leather, uno dei suoi modelli più riconoscibili, è la scarpa metropolitana per eccellenza. Quando venne rilasciata, intorno al 1976, fu tra le più resistenti e leggere presenti sul mercato; per questo divenne LA sneaker streetball.

Negli anni, si sono succedute forme, colorazioni e tessuti diversi: fantasie accattivanti, doppio gambale e applicazioni di vario genere l’hanno trasformata in un pezzo cult senza tempo.

La Pro Leather rappresenta anche una decisa evoluzione nella produzione Converse: è stata la prima scarpa in cuoio ad avere il logo Star Chevron, lo stesso che per i vent’anni a seguire l’ha caratterizzata, rendendola un simbolo dalle altissime prestazioni tecniche.

La Pro Leather si affermò, prima di tutto, come una scarpa rivoluzionaria nei palazzetti della NBA. Grazie ad una suola tecnologicamente superiore, era la scarpa più leggera e resistente sul campo. La Pro Leather aveva una suola cucita sul fondo della scarpa, che cullava il piede, donandogli una maggiore reattività.

La nuova tecnologia ha aiutato il gioco stesso ad evolvere. Ed infatti, durante questo periodo, i più grandi giocatori della storia della NBA calzavano la Pro Leather, simbolo e motore dei cambiamenti della palla a spicchi. La fama delle sneakers aumentò ancora di più grazie all’iconico canestro segnato da Julius Erving nella finale NBA ’80.

Verso la fine della sua carriera universitaria, un giovane Michael Jordan giocava nel campionato NCAA nella Carolina del Nord. La futura leggenda NBA già meravigliava gli spettatori con le sue acrobazie aeree. Ai piedi? Pro Leather, ovviamente.

Quando nel 1984 entrò in NBA, Mike calzava ancora Converse. Jack McCullem, giornalista sportivo, nel suo libro ‘’Dream Team’’, scrive che Jordan era un tale fan delle scarpe che avrebbe voluto firmare personalmente con Converse una volta entrato nella grande lega, ma solo qualche mese dopo nacque Air Jordan.

Durante il decennio successivo, il gioco ha subito una nuova evoluzione: sul parquet nuove sneakers avrebbero preso il comando. Da allora, la Pro Leather ha continuato a vivere nelle strade. I bambini che erano nati con il mito della Pro Leather sognavano di calzarle, per emulare le imprese dei propri miti. La scarpa divenne così un simbolo assoluto della cultura giovanile. Un’intera generazione è cresciuta vedendo i loro idoli realizzare i loro sogni con la carpa: per questo, è diventato inseparabile da queste manifestazioni di grandezza. Grazie all’atteggiamento e al talento dei suoi primi utilizzatori, la scarpa è diventata un’icona.

Ed è proprio grazie a questa portata iconica che la Pro Leather continua a vivere, attraverso nuove forme e colorazioni, ma mantenendo sempre intatta la sua radice. Le icone non muoiono mai.

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