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La strofa corta è solo una moda?

Da Fabri Fibra a Sfera Ebbasta, il rap che punta a “ingaggiare” ha sempre fatto discutere. Quale destino per uno dei casus belli più recenti, la strofa corta?

 

Collaborare con $€ è un’ottima scelta per monopolizzare l’attenzione. Spesso ci siamo trovati a discutere perfino della lunghezza delle sue strofe. Quella fase della sua carriera cattura in un’istantanea un lungo processo che ha cambiato profondamente il rap, soprattutto riguardo alle modalità espressive. La parola chiave è “semplificazione”: numerosi artisti si sono avvicinati ad un rappato più snello, attento al “come” (l’influsso di nomi come Carti si fa sentire), ma soprattutto in grado di ingaggiare il pubblico con efficacia crescente.

Guarda ora: wokeuplikethis*

Se il rap complica da tempo i piani degli altri generi in classifica, è anche merito di Sfera, capace di vestire i panni del “semplificatore” e di fornire ad ampie fette di pubblico un’estetica forte, riconoscibile e riproducibile attraverso oggetti, espressioni – storicamente, uno dei punti di forza del rap a livello globale – e una lirica agile. Una formula ricercata in Italia già dal Fibra pre-2006, l’altro grande semplificatore dell’HH tricolore.

INGAGGIARE

In un passaggio del docu-film “Numero Zero”, il rapper di Senigallia commentava la reazione del pubblico durante un’esibizione live di “Una Minima”. A colpire FF ci pensò un salto in particolare: quello dalla staticità collettiva di un pugno di persone, chiuse in una sorta di compiaciuta ripetizione interiore di quelle barre labirintiche nella propria testa, all’ingaggio (inteso, appunto, come coinvolgimento) garantito dalla chiusa “PORTI SFIGA!”.

Guarda ora: Numero Zero Extra#2

Comincia così la storia del Fabri Fibra che tutti (dai ragazzini agli adulti) abbiamo imparato a conoscere. Quel momento coincide con una nuova presa di coscienza per il Fibroga, che finirà per segnare non solo una nuova luminosa fase della sua carriera, ma anche la storia del rap italiano. Il filo rosso che lega quel live alle discussioni attorno alla scrittura di Sfera ci riporta dritti alla diatriba sul “rap come engagement”. L’ultimo dei casus belli, la strofa corta, riaccende il dibattito. 

Guarda ora: Lamborghini

STROFA CORTA

Strofa corta, il più delle volte, è sinonimo di canzone più corta. Non è un caso che questa pratica abbia preso piede proprio adesso che i brani si accorciano sempre di più. Qualche tempo fa venne pubblicata da Quartzy un’interessante analisi del data scientist Michael Tauberg sulla questione. Prendendo spunto dalla durata della hit di Lil Pump “Gucci Gang” (2 minuti e 4 secondi), Tauberg ha messo mano ai numeri per decifrare vari elementi (fra cui le piattaforme streaming) e circoscrivere una tendenza: negli ultimi 20 anni i singoli si sono progressivamente accorciati.

Guarda ora: Gucci Gang

Nel 2000 la media di durata di un brano superava i 4 min. Nel 2018 ci si ferma ai 3.50. Confrontando il 2015 con il biennio 2018-2019, ci si accorge che nel primo caso le canzoni sotto i 2 minuti e mezzo raggiungevano nell’1% dei casi le hit Billboard; nel secondo caso, la percentuale si ritocca di ben 5 punti percentuali, arrivando al 6%.  

Bisogna ovviamente prestare attenzione alle dinamiche di consumo regolate dallo streaming: una singola riproduzione frutta agli artisti tra gli 0,004 e gli 0,008 $. Un guadagno messo in tasca a patto che vengano superati i 30 secondi di ascolto di un brano. Tutti questi fattori hanno inciso profondamente sulla macchina di produzione della musica: tra intro costruite ad hoc e ritornelli posizionati col cronometro in mano, i processi creativi si sono in parte adeguati alle novità imposte dalle piattaforme. Siamo di fronte alla scoperta dell’acqua calda. Avere infatti tante canzoni brevi in un progetto induce alla riproduzione continua, con conseguenti streams che lievitano e maggiori introiti. Tutto è funzionale, purché induca alla ripetizione.

NUOVE STRATEGIE

La strofa corta è un effetto diretto di tutto questo. Il livello d’attenzione generale scende sempre di più, con una media di concentrazione che non supera ormai gli 8 secondi da parecchi anni. Per la musica cambiano dunque le necessità e le strategie per raggiungere determinati obbiettivi.

E pure chi mi odia ora mi stringe la mano

Scrivo un’altra strofa corta, un altro disco di platino

Sfera Ebbasta, “Cabriolet” (ft. Salmo), PLAYLIST

Ecco perché la strofa corta non è soltanto una moda, bensì un riflesso del presente ed una prassi per il futuro. Una tra le altre, ben inteso, ma che assume sempre più rilevanza in un mercato in cui diventa fondamentale ingaggiare il più possibile l’utente.

Un altro punto è strettamente legato alle strutture. Il rap italiano presenta sempre meno “terze strofe”, e a livello mondiale i pezzi che compongono un brano rap sono sempre più malleabili. Le componenti, quello che serve per avere un buon brano HH, sono fluide e contaminate da altri generi. Gli stessi vocabolari degli artisti hanno inciso su questo andamento.

FIBRA E SFERA

Anche per questo se si predilige un lavoro sul ritornello, lasciare spazio ad un drop o esaltare un bridge, la strofa viene semplificata: si toglie da lì per aggiungere ad altro. Proprio come hanno fatto in modi differenti (Fibra cesellando il lessico per renderlo più pregnante, Sfera tagliando e lavorando il materiale testuale per strappare interazioni) ma con egual impatto FF e $€.

Sfera e Fibra, pur essendo molto diversi tra loro, sono accomunati da una grande capacità: la trasversalità. In periodi storici differenti, hanno saputo intercettare un bisogno dei fan, creandone per di più di nuovi, riuscendo ad interpretare meglio di chiunque altro lo spartito necessario per stregare i rispettivi contesti (la scena e il mercato italiano) in due momenti di transizione.

Guarda ora: Cabriolet

Tutto questo è stato possibile anche perché nessuno dei due ha mai rifiutato l’idea di rap come entertainment ed engagement, memori di quelle manifestazioni embrionali che maturavano nelle feste di quartiere fra barbecue e spensieratezza, in una parentesi dal quotidiano. Molti dei loro singoli di maggior successo superano puntualmente la prova del 9, perché infiammano locali e palazzetti: hanno instaurato un legame col pubblico molto più solido rispetto ad altre produzioni più chiuse ed “ermetiche” (citando FF). In questo senso, una strofa breve, se di qualità, può potenzialmente rivelarsi travolgente in un live, perché è più intuitiva, entra più facilmente sotto pelle e intrattiene con maggior spinta. Il rap è da sempre una forma d’intrattenimento, e nelle sue declinazioni più semplici ha dato vita a grandi rivoluzioni. Cosa c’era di più coinvolgente e spoglio del ritornello di “Applausi per Fibra”? Eppure guardate dove ha portato il rap italiano.

Guarda ora: Applausi per Fibra

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