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Koba LaD, la nuova star del rap francese

Grazie al rapper di “L’Affranchi”, la Francia può vantare un nuovo gioiello che parla con una voce unica alle nuove generazioni.

È doveroso fare una premessa: Koba LaD non è una rivelazione dell’ultima ora, una sorpresa di inizio anno o qualcosa di simile. Ma per chi non avesse particolare dimestichezza con la scena francese, probabilmente non rientra ancora nella cerchia di artisti transalpini ultraconosciuti (come Booba, Niska e PNL, per intenderci).


Purtroppo, è il caso di aggiungere, dato che nel giro di un paio di anni si è affermato come una delle promesse più valide e vivaci del panorama rap europeo. Un successo repentino (paragonato a quello di Moha La Squale), che ha scosso la Francia intera come un fulmine a ciel sereno e che sta contribuendo a puntellare ulteriormente la scena più solida del continente con una proposta di quartiere lodata per il realismo lirico e una formula musicale forte dell’eco di Chief Keef.

BREVE BIO


La firma più significativa della sua carriera arriva con Def Jam nella prima metà del 2018: i piani alti della discografia francese lo “prelevano” da YouTube, dopo essersi accorti del suo potenziale espresso nella serie di freestyle “Ténébreux”.

Guarda ora: Ténébreux 1

Il rapper di Évry (inizialmente affiliato ai Seven Binks) comincia così a stendere nero su bianco i primi capitoli di una produzione ufficiale ricca di singoli d’impatto. Si parte con un ep (omonimo dei freestyle) rilasciato nel maggio dello stesso anno, e l’album “VII” di settembre, capace di debuttare al terzo posto in patria nella prima settimana con 18000 vendite. Vitale il legame con il quartiere fin dal titolo (7 era il numero del suo palazzo).

La seconda fatica arriva nell’aprile dell’anno successivo: il 19 esce infatti “L’Affranchi” – seguito dalla versione deluxe nel settembre scorso – , album di grande successo impreziosito dai featuring di Niska e Ninho.

Guarda ora: Cellophané

GENERAZIONE FRANCESE


Poco tempo fa avevamo dedicato un articolo a Gambi, un altro enfant prodige della scena francese che si è conquistato un posto fra i top player a colpi di hit. Nonostante i due siano diversi sotto molti aspetti, c’è un punto di contatto che li lega sul piano del successo: la possibilità di tradurre i numeri in una rivendicazione non soltanto sociale, ma anche generazionale.

Guarda ora: Popopop

Koba LaD, al pari di colleghi come Diddi Trix e lo stesso autore di “Popopop”, rappresenta il polo artistico verso cui convergono le attenzioni di una grossa fetta di pubblico. La maggior parte composto da giovanissimi. Ma non solo. Non a caso, il rapper di “Train de vie” è ormai un punto di riferimento consolidato per qualsiasi appassionato con un po’ di gusto per il game estero. Sono pochi i rapper di quell’età che sono riusciti ad imporsi in modo così prorompente. In un certo senso, è a loro che i giovani appassionati francesi affidano il futuro del proprio rapporto con il gioco. Un po’ come chi non ha potuto seguire l’intera carriera di Messi e Ronaldo e crescerà con Mbappé e Joao Felix.

Guarda ora: Mortel

PUNTI DI FORZA

L’elemento che sta dando una grossa spinta a questo pugno di artisti transalpini, è la riconoscibilità vocale. Le ultime parole possono suonare come una tautologia, dato che parliamo di un elemento strutturale della musica, e di conseguenza del rap, fin dalle sue forme più embrionali. Tuttavia, avere una certa voce ha assunto un peso sempre maggiore per spiccare nell’offerta sterminata.

Qui si rifà vivo il principio che fa rabbrividire i puristi: non è cosa dice, ma come lo dice. L’amalgama che si riesce ad ottenere con la strumentale pesa tanto quanto le parole, e suonar bene vanta ormai una propria dignità e incidenza. Non a caso, molti artisti di caratura mondiale puntano spesso su quello. Alcuni ci hanno costruito una carriera, con le meta-canzoni in cui le sporche e i vocalizzi creano piani ulteriori, da ascoltare di pari passo con il rappato. I francesi sono maestri nello sporcare la voce per darle ancora più appeal.

Guarda ora: A Colors Show

Nel caso specifico di Koba LaD, abbiamo a che fare con un vero fantasista: i trick con le sillabe, la varietà di flow e la modulazione vocale messe in gioco sono davvero notevoli, e dovrebbero ingolosire chiunque aspiri a conoscere ancora meglio la scena d’Oltralpe soprattutto dal punto di vista estetico e sonoro. Liricamente, i capisaldi iconici e contenutistici della trap non mancano, ma sono comunque declinati con varietà, dai temi più materialistici ai passaggi più intimi. A fare la parte del leone ci pensa anche la qualità dei videoclip YouTube dei suoi successi. Una vera e propria collisione visiva con le istantanee del blocco e la sua gente.

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