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L’anno che vorremmo da Achille Lauro è il 2016

Dopo “1969” e “1990”, forse è arrivato il momento per Achille di ripercorrere i passi che lo hanno reso grande, ricominciando dal 2016, quando “Ragazzi Madre” dimostrò il suo enorme potenziale artistico.

La nostalgia di un’età precedente è sempre stata richiamata in ogni civiltà umana.
Nell’antica Roma si pensava che gli avi fossero assolutamente ineguagliabili nella loro grandezza e nella loro saggezza.
Per anni venne insegnato il mos maiorum, quell’insieme di comportamenti e idee che andavano a creare il comportamento del cittadino romano perfetto.


La realtà era molto diversa: l’attaccamento agli avi e al passato era spesso idealizzato, perché da un lato implicava l’impossibilità di comprendere i veri problemi di quell’era, mentre dall’altro rendeva difficoltoso comprendere quanto gli anni moderni potessero offrire.

I viaggi nel tempo sono sempre stati un sogno dell’essere umano, ma nessuno si è mai chiesto se davvero tutte quelle ere che sogniamo e che non abbiamo vissuto possano davvero essere così incredibili.
L’operazione nostalgia, quindi, è sempre discretamente pericolosa, perché rischia di far intravedere la verità, fatta di luce e lati oscuri, anche a chi quell’età la stava idealizzando.

A tal motivo, se abbiamo decretato che il tornare indietro nel tempo è un’operazione valida ma pericolosa, allora mi assumerò un rischio non indifferente, dichiarando che l’Achille Lauro che vorrei è quello del 2016.

“Ragazzi Madre”: l’apice del racconto della strada di Achille

Non credo nella possibilità di cambiare il mondo con i se e con i ma, sia chiaro, ma il potenziale di street credibility e forza espressiva di Lauro era talmente alto che, forse, se avesse continuato a raccontare la sua storia tramite il suo particolarissimo rap, ad oggi staremmo parlando di uno dei rappers più forti di questa generazione.


Non è andata così, purtroppo, il sequel di “Ragazzi Madre” ha intrapreso una via totalmente diversa rispetto ai precedenti dischi: forse Lauro si era reso conto che la potenza di “Immortale”, “Dio C’è” e “Ragazzi Madre” non era solo incisiva, ma anche assolutamente irripetibile.
Forse è stato questo, forse altro a far evolvere Achille, non possiamo saperlo.

Ciò che è certo è che, se è lecito sognare, allora io mi immagino un ritorno di quel ragazzo che dal 2014 al 2016 ha fatto ricredere tutta Italia.
Dalle scelte stilistiche e musicali all’immaginario di un mondo criminale che può nascondere amori fraterni nelle sue membra, l’artista romano riusciva ad essere riconoscibile e imbattibile nella sua espressività, anche grazie alla costante intesa con i vari producer.

Ascolta qui “In paradiso/Disneyland” di Achille Lauro:

Che ruolo avrebbe Achille Lauro nel rap italiano di oggi?

È necessario sottolineare una questione, onde evitare qualsiasi fraintendimento: qualsiasi scelta artistica è inopinabile, perché è frutto di evoluzioni e scelte che sono tanto intime e personali da non ammettere contestazioni.

Nonostante questo, tuttavia, non si può non ricollegare l’abbandono del rap di Achille al momento in cui il genere stava per esplodere definitivamente nel nostro paese.
Come sarebbe oggi Lauro, se dopo “Ragazzi Madre” avesse scelto di proseguire il percorso di strada che aveva intrapreso?
Sarebbe stato interessante capire in che modo si sarebbe rapportato alla nuova scena del rap, come si sarebbe evoluto dopo tutti gli avvenimenti degli ultimi anni?
Immaginate come sarebbe stato se si fosse confrontato con gli artisti della nuova scuola: come sarebbe suonato un feat con Sfera, Izi e Tedua? Come sarebbe stata “Benedetti Stronzi pt. 2”?

Ascolta qui “Benedetti Stronzi” con Night Skinny:

Al contrario di quei romani di cui parlavo nell’introduzione di questo articolo, chiunque di noi può rivivere l’enorme potenza di Achille Lauro, andando a ripercorrere la discografia dell’artista romano da “Real Royal Street Rap” a “Ascensore per l’inferno”.


Nessuno di noi sta parlando di un passato che non ha vissuto, ma stiamo piuttosto sottolineando quanto tornare indietro potrebbe essere una carta da giocare al giusto momento, quando la fame dell’immortale ragazzo madre tornerà a prevalere sul revival dei tempi andati.

Ascolta qui “Ragazzi Madre”:

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