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Philip ha portato la Francia a Milano

Tendere l’orecchio al di fuori del proprio spaccato musicale, trovando una linea condivisibile con il rap francese senza però dimenticare le proprie radici, si è dimostrata oggi più che mai, una scelta vincente.
Questa è la storia di Philip.

Philip è un talento nato e cresciuto in Piazza Prealpi, in quella che almeno negli anni ’90 era l’emblema della Milano popolare conosciuta alla cronaca come violenta e criminale.

Non è una semplice scelta stilistica quindi che il suo rap sia la personificazione della piazza – quella che prima ha visto l’uomo e poi l’artista – ma una vera e propria natura comunicativa: l’attitudine del gruppo, della condivisone. 

La falange spartana

Se penso a personalità influenti nella storia, nei campi più diversi, tutte sono riconducibili ad un particolare, a qualcosa che li identifichi senza troppe ambiguità fin da subito.

« Quando arrivo io, arriva il quartiere. »

Philip in quest’ottica è due cose: il borsello e il commando

La prima, lontani dalla tendenza modaiola, è la costante che si ripropone nei video e che anima l’immaginario del contesto popolare da sempre; ed è tra l’altro quella che più superficialmente lo avvicina ai colleghi francesi.

La seconda invece, è la vera essenza. Il commando di zona 8 (Z8 o PP – Piazza Prealpi – in quello che nell’ultimo anno è diventato anche merchandising) è la falange di un Leonida di periferia. 

Philip non si muove mai da solo, neppure sul palco: i suoi amici sono con lui praticamente ovunque e la formazione delle performance live oramai sono qualcosa di iconico. 

« Quando parlo di commando nelle mie canzoni mi riferisco proprio alla mia gente, ai miei amici. Anche durante i live siamo tutti insieme sul palco, mi sostengono, è questo il messaggio che voglio far passare. […] Ho scelto la parola commando perché gang non mi si addice ed è troppo usato, è stato un modo per distinguermi » commentava lo scorso anno. 

Il percorso

Il 2018 è stato infatti il momento in cui si sono tirate le somme e sono arrivati anche i risultati importanti.

Nonostante l’approccio al rap sia giovanissimo – Philip ha dichiarato di aver composto “Fai il bravo”, il suo primo brano, intorno ai 12 anni e di averlo registrato circa un anno dopo – le tracce sono calibrate, anche come densità di produzione.

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Esordisce nel 2017 con “Philipp Plein”, brano omonimo al tempo. La scelta del nome, oltre al palese richiamo del brand, ricostruiva quell’identità del quartiere con l’aspirazione al tendere oltre. La doppia P stava per Piazza Prealpi e Plane per la voglia di riscatto, un aereo appunto che dal basso si spinge verso l’alto. 

L’anno successivo pubblica ben quattro singoli che raccolgono grande interesse da parte del pubblico. “Criminale” e “Il quartiere lo vuole” in particolare fanno crescere la fan-base a tal punto da far nascere in Philip la consapevolezza di voler creare un progetto più ampio.

È qui che prende forma il merchandising diviso in tre loghi – Philip Plane, Z8 Commando e PP – e l’idea ambiziosa di formare un collettivo, un giorno. 

Ma il vero cambiamento arriva solo quest’anno: il 2019 è l’inizio di un nuovo percorso. Tronca il nome, affina i testi che raccontano il suo quartiere e si apre alle collaborazioni. 

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“Bravi Ragazzi” è prodotto dai francesi YJ Production & Doghen ed è forse il manifesto del nuovo P. Il video qui più che mai si dimostra uno strumento imprescindibile per l’interpretazione del pezzo, sottolineando il legame profondo tra la persona e lo street style. 

Philip è sicuramente uno dei rapper più iconici della scena ed il suo modo di raccontare storie ed esperienze lo rende particolarmente internazionale, grazie a quell’approccio che fuori dall’Italia definiscono “so real”

Quest’attitudine è risultata allettante anche alla major: “Bravi Ragazzi” è infatti il primo singolo rilasciato dopo la firma in Warner Music, nonostante non sia la prima esperienza lontano dall’indipendenza. Nel 2018 infatti “Zidane” e “Pudini#1” erano stati pubblicati sotto Thaurus e distribuiti poi da Universal Music Italia

Dopo mesi di successi e soddisfazioni è il tempo del grande salto nel rap game e Philip l’ha fatto a modo suo, arrogante e verissimo, supportato proprio da una figura presente dal giorno uno.

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Più di due milioni di visualizzazioni e una coppia da oro. 

“Tutto apposto” oltre al duo vincente in prima linea vede alla produzione Ava, compagno fedele nel percorso di Capo Plaza e Quentin Malandrino, firma del successo precedente “Tuta Nera”. Questa, traccia cruda e core sulle notti milanesi, ha dalla sua la cosa interessante che i protagonisti dello spaccato cinematografico sono proprio due ragazzi di Piazza Prealpi, a sancire il legame indissolubile con la propria zona e le proprie radici. 

Plaza e Philip collaborano e consolidano la loro amicizia con un brano che mette in evidenza le diverse qualità stilistiche di entrambi e che racconta il forte senso di appartenenza alla vita di quartiere che li accomuna. È un pezzo che chiude il cerchio agli occhi delle fan base reciproche: dopo essere comparsi nei rispettivi video hanno dimostrato su una traccia condivisa il frutto del lavoro di squadra. Del legame.

Italia – Francia

Non è difficile ritrovare in quello che è stato il percorso di Philip fin ora una certa attinenza alla scena trap francese. Lui per primo ha dichiarato in alcune interviste di essere fortemente legato a quell’immaginario, di trarne grande ispirazione specie per quanto riguarda il flow e la componente stilistica (personaggi in tuta, sneakers, cappello con visiera e borsello matchato).

I nomi che con più frequenza gli vengono associati sono quelli di Sofiane e Niska

Il primo aka Fianso è un rapper – e attore – di Blanc-Mesnil, classe ’86. In Francia si fa conoscere per Rentre dans le cercle, una serie di video pubblicati su YouTube in cui invita diversi colleghi ad esibirsi in freestyle, intervallati da spezzoni di addetti ai lavori (direttori artistici, project manager, conduttori radiofonici o componenti di etichette discografiche) che rispondono a domande sulle relative professioni. 

Sofiane ha all’attivo 3 album in studio – tutti per Universal Music – 6 mixtapes e 58 collaborazioni. In Italia è arrivato insieme a Tedua, in “Fashion Week RMX”. 

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Niska invece, sarà anche per una questione anagrafica, è molto più vicino a Philip. Inizia la sua carriera su YT, l’approccio è quello del freestyle nudo e crudo e nei video la componente del gruppo è sempre ben evidente. La produzione è un po’ più limitata rispetto a Sofiane, ma ottiene risultati importanti: pubblica il primo mixtape “Charo Life” nel 2015, l’anno successivo il primo disco. Con “Zifukoro” arriva in vetta alle classifiche per le vendite FNAC in Francia e viene certificato disco d’oro poco dopo. 

Il secondo album “Commando” resta in classifica per 11 settimane: alla prima ottiene il disco d’oro mentre al termine della seconda quello di platino. 

Una scalata rapida tanto quella fatta da Philip che, con i numeri raccolti fin ora, è prevedibile sia solo un inizio. Speriamo che presto arrivi con un album ufficiale, rimarcando la necessità di una figura come la sua nella scena. 

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