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Geolier e Samurai Jay dovrebbero fare un EP insieme

Qualche tempo fa, rilevando la permanenza dell’ultimo singolo di Samurai Jay “GANG (feat. Geolier)” in Top 50 Spotify Italia, scrissi che per la giovane rapstar del sud si stava avvicinando il difficile momento del primo disco.

Ascolta ora: “GANG” di Samurai Jay

Eppure, a tale riguardo, mi era venuto spontaneo specificare che quel passo sarebbe stato ancora prematuro, non tanto per una carenza di capacità – l’articolo ne elogiava anzi la verve da hitmaker quasi arrivata a maturazione – quanto più per una mancanza di esperienza, che avrebbe rischiato di bruciare prima del tempo un talento limpido.

E per la verità, forse è ancora così. Ma ciò detto, occorre ricordare che ad un disco ci sono importanti alternative, che alle mie fantasie si sono offerte proprio riascoltando quel brano che pare aver funzionato tanto bene.

Il binomio Samurai Jay – Geolier mi è suonato infatti tanto potentemente comunicativo che ho pensato ad un eventuale EP condiviso dei due rappers.

L’unione fa la forza

Un progetto collaborativo sarebbe, sia per Samurai Jay che per Geolier, un enorme vantaggio.

In primo luogo, bisogna considerare che la presenza di più artisti in uno stesso disco funziona sempre da amplificatore e da cassa di risonanza: si pensi a lavori come “Santeria” di Marracash e Guè Pequeno o agli svariati progetti di Madman e Gemitaiz (ultimo dei quali “Scatola Nera”), ma più in generale anche al modello del crew/producer album (di cui il “Machete Mixtape vol.4” e “Mattoni” sono gli esempi più illustri).

Ascolta ora: “Santeria” di Marracash e Guè Pequeno

In questi casi, la pubblicazione dell’album in questione è sempre stata percepita dal pubblico come un evento straordinario, generando di conseguenza un hype che – quando supportato dalla qualità – ne ha spesso consentito l’ascrizione all’alveo della classicità di genere.

Il Sud può conquistare l’Italia

Occorre tenere presente inoltre che per anni – in particolare con i Co’Sang – il più grande ostacolo per la diffusione nazionale del rap napoletano è stato, paradossalmente, anche il più rilevante motivo di radicamento sul territorio partenopeo: il dialetto.

Oggi, un decennio dopo, l’idioma napoletano ha cambiato il proprio statuto: se prima risultava necessario per essere accettati nella scena campana (ad onta della poca attenzione che ne derivava a livello nazionale), ora esso è percepito, grazie anche a lavori anfibi come “Malammore” di Luché e alla diffusione di prodotti come “Gomorra” – spesso matrici di una vera e propria moda per la capitale del sud -, come una lingua musicale ma comunque adatta alle narrazioni crude.

Ascolta ora: “Malammore” di Luché

Geolier, sfruttando questo ampliamento di target offerto dalla rinnovata attenzione del mercato per il Sud d’Italia e la sua cultura, si è definito (mediante singoli come “Queen”, “Yacht” e “Narcos”) come un artista la cui cifra caratteristica è proprio e unicamente l’espressione dialettale.

Ascolta ora: “Queen” di Geolier:

Forte di questo aspetto – che restituirebbe un’atmosfera sempre molto street e sincera al disco – l’associazione con un artista votato al ritornello come Samurai Jay, sempre capace di intercettare la melodia perfetta e il ritornello giusto, produrrebbe sicuramente qualcosa di assolutamente nuovo e inusitato, crudo ma capace di attraccare al porto del mainstream e dunque di conquistare il Paese nella sua interezza.

I vantaggi di un progetto collaborativo
Un altro aspetto è da tenere in considerazione oltre ai numeri (incredibili, per entrambe le next big things del rap italiano). Lo scambio artistico, oltre a fruttare un potenziamento reciproco, potrebbe avere due esiti particolarmente positivi se il progetto dovesse funzionare.

Per Geolier potrebbe essere il mattone posto al vertice dell’edificio del suo successo: una conferma definitiva della sua importanza nella scena, che ancora riecheggia grazie al suo primo album “Emanuele”.

Ascolta ora: “Emanuele” di Geolier:

Per Samurai Jay sarebbe invece un’occasione di sperimentare, esercitarsi e portare a maturazione definitiva le sue capacità nell’ottica di un primo progetto solista, con un EP che probabilmente avrebbe le carte in regola per entrare nei cuori di tutti i suoi fans.

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