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Perché Drake e Jay-Z stanno investendo nella cannabis?

Drake e Jay-Z sono gli ultimi due rapper ad entrare nel commercio della cannabis legale: abbiamo analizzato i loro contributi alla crescita della giovanissima industria.

Qualche settimana fa, ho pubblicato un articolo incentrato sulla tendenza diffusa tra molti artisti hip hop a perseguire anche una carriera nei più svariati ambiti del business: avevo spiegato come si trattasse di una scelta divenuta sempre più comune e redditizia, soprattutto negli ultimi anni, grazie alla rapidissima affermazione del rap come genere dominante praticamente ovunque.

Nell’articolo sottolineavo anche che molti dei rapper-imprenditori in questione, all’estero come in Italia, si siano dimostrati particolarmente abili a fiutare le opportunità migliori e le strategie più efficaci per ottenere, da esse, il miglior rendimento finanziario. Insomma, il fulcro concettuale del mio discorso era che avventurarsi negli affari, anche esterni alla musica, fosse stata una mossa vincente per la quasi totalità dei rapper che ci avevano tentato.

Rimanendo nello stesso ambito, in questo caso scenderò nello specifico di un ramo piuttosto giovane dei business favoriti dai rapper: il commercio della cannabis legale. Una specificazione è dovuta: per quanto riguarda questo tema, il discorso resterà oltreoceano, perché è lì che si sono originate le prime sostanziali spinte a creare un’industria (legale) intorno alla marijuana. Snoop Dogg investe nel business della cannabis da diversi anni, finanziando diversi progetti e sviluppando il suo marchio personale; Wiz Khalifa, allo stesso modo, è stato uno dei primi a piantare le radici in questo campo, fino a fondare la sua compagnia.

Rispetto al nostro Paese, la legalizzazione della cannabis negli Stati Uniti è ad uno stadio più avanzato, con un grande interesse focalizzato sulla regolarizzazione legale del suo commercio (che, inoltre, è già uno degli argomenti centrali delle nuove elezioni presidenziali). Non stupisce affatto quindi che il numero degli artisti interessati a trarre vantaggio dalle sue numerose destinazioni mediche e ricreative stia levitando, così come le iniziative e le compagnie che la producono e commerciano.

Drake: More Life Growth Co.

Gli Stati Uniti sono avanti nella questione e la marijuana è legale per uso ricreativo in molti Stati, ma il Canada li ha battuti sul tempo, legalizzandola in tutto il Paese nel 2018 di legalizzarla. E l’ultima celebrità a sfruttare questa situazione è stato il cittadino canadese più conosciuto al mondo, Drake.

E la sua avventura nel mondo della cannabis è la più recente sulla scena. Qualche settimana fa, il rapper ha infatti annunciato la sua collaborazione con la compagnia canadese Canopy Growth per la nascita della sua More Life Growth, battezzata con il nome dell’album del 2017. Sono comparsi anche video e foto su Instagram che alludono alla compagnia nascente e New Cannabis Ventures ha riportato che si tratterà di «una società autorizzata alla produzione di cannabis con sede a Toronto», città natale di Drizzy.

https://www.instagram.com/p/B4gK3hGFNaV/?utm_source=ig_web_copy_link

Drake si è definito entusiasta di poter collaborare con la compagnia per contribuire a costruire qualcosa di nuovo in un’industria così giovane e in continuo aggiornamento; e ai dirigenti di Canopy Growth, l’idea di lavorare con il rapper è sembrata fin da subito intrigante. L’amministratore delegato Mark Zekulin ha sottolineato la possibilità unica di portare sul mercato un’esperienza innovativa di consumo della cannabis grazie alla loro competenza nel settore ma anche e soprattutto alla statura di leader culturale di Drake.

Credo che questo punto sia cruciale nella scelta di Drizzy di dedicarsi al campo del commercio della cannabis: nel corso della sua carriera, infatti, ha accumulato esperienze imprenditoriali e ha dimostrato di avere le capacità di lanciare nuovi prodotti e marchi dal successo immediato. Le sue ventures spaziano in diverse industrie, dalla musica e alla televisione fino al cinema e allo sport.

Il padrino della cultura

Ovunque abbia scelto di investire i suoi capitali, la sua vera capacità è stata quella di sfruttare la sua posizione di spicco nella cultura hip hop: qualche mese fa mi sono trovata a scrivere (ancora) di lui parlando della serie tv firmata Netflix Top Boy, riportata a vita nuova proprio per l’interesse del rapper. Quando penso a Drake in modo generale, quindi anche al di là della musica, mi viene spesso da definirlo il “padrino della cultura hip hop”, perché è stato uno dei primi a contribuire largamente a traghettarla in un contesto nuovo e soprattutto più mainstream.

Partendo dalla musica ma non limitandosi mai ad essa, Drake è stato in grado di ampliare lo spazio che l’hip hop occupava nella scena internazionale; credo che la consapevolezza del proprio ruolo in questa industria, oltre che la relativa sicurezza sul successo di un’iniziativa imprenditoriale riguardante la cannabis, siano i motivi principali che l’hanno spinto a dedicarsi a questo un nuovo business.

Jay-Z: Caliva

Jay-Z è forse il rapper-imprenditore più prolifico degli ultimi tempi: a giugno di quest’anno Forbes l’ha riconosciuto come il primo rapper a diventare miliardario; anche lui, come Drake, ha investito in una varietà di campi, da Uber e i superalcolici fino al suo servizio di streaming musicale, Tidal. Le testate giornalistiche americane si sono riempite di articoli sulle sue doti imprenditoriali e sulla sua incredibile capacità di rivoluzionare completamente la propria vita, passando dallo spaccio ai miliardi.

Qualche tempo dopo l’annuncio di Forbes, forse anche approfittando della frenesia mediatica che esso aveva generato intorno alla sua figura e alle sue attività, Jay ha comunicato il suo ingresso in Caliva, compagnia californiana di produzione di cannabis, con il ruolo di chief brand strategist. Carter si occuperà specialmente di questioni di giustizia sociale riguardanti il processo di legalizzazione della marijuana.

Da sempre un pioniere

L’obiettivo principale del rapper sarà assumere un ruolo di rappresentazione nell’industria, per assicurarsi che coloro che sono stati perquisiti dalla giustizia o incarcerati non vengano esclusi dal mercato legale della cannabis. Inoltre, metterà il suo estro artistico e la sua creatività a disposizione della compagnia per migliorare le loro strategie di vendita; secondo Jay, la competenza e l’ethos di Caliva li rende i partner migliori per questo progetto.

Il ramo che riguarderà il lavoro di Jay-Z è fondamentale per tutta l’industria e quindi per tutte le sempre più numerose compagnie che stanno scegliendo di specializzarsi nel commercio della cannabis legale. Non solo da un punto di vista generale, perché si tratta di un momento di novità totale per un mercato in sviluppo che deve stabilizzarsi anche sotto questo aspetto. Ma anche da un punto di vista razziale e di pari opportunità.

Secondo Revolt.tv, le statistiche dimostrano che le persone di colore in America vengono arrestate 3.73 volte in più rispetto ai bianchi, nonostante l’uso sia più o meno equamente diffuso in tutte e due le etnie. L’impegno di Jay a riguardo è rilevante e denota il suo interesse per la creazione di un’industria equa e forte dal punto di vista commerciale così come da quello legale. Quindi, nel campo imprenditoriale (e questa volta non solo), Jay-Z si rivela di nuovo il pioniere che è sempre stato, fin dai tempi dei suoi primi investimenti in business esterni alla musica.

Bisognerà aspettare del tempo per capire i percorsi (e i risultati) dei nuovi affari dei rapper nel campo di produzione e commercio della cannabis; per ora è chiaro che, ancora una volta, i rapper si stiano rivelando innovatori, anticipatori di tendenze e in grado di muoversi in industrie relativamente giovani in modo intelligente e utile ad aumentare i profitti, ma anche a portare lavoro e (pari) opportunità alle comunità.

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