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Aspettando ”Persona”: ”Curtis” e ”Graduation”

Quando nel 2007 Kanye ha dichiarato che Graduation sarebbe uscito lo stesso giorno di Curtis di 50 Cent, è esplosa una delle faide più note del rap game. L’hype già vivo per gli album si è moltiplicato, rendendoli due dei dischi più attesi della storia hip hop.

Ci siamo, questa settimana esce il disco più atteso dell’anno. La redazione di Esse Magazine ha deciso di accompagnare i propri lettori nel countdown: dedicheremo gli articoli dei prossimi 3 giorni a quei dischi italiani e internazionali che, come “Persona”, hanno causato una grandissima attenzione nella fan base.

Precisiamo di non avere alcuna pretesa di completezza, e che il criterio di scelta non sarà strettamente legato alla qualità dei dischi, ma al grado di attesa generato nella fan base prima della release.

Il polverone mediatico generatosi intorno alla nuova musica di Marracash ha iniziato a formarsi già quando ha dichiarato di aver chiuso il disco, dopo tre anni di silenzio; ed è poi andato crescendo senza sosta con la rivelazione del titolo, il rilascio dei primi trailer, l’annuncio della data di uscita; in seguito sono stati pubblicati nove post su Instagram con i nomi degli ospiti dell’attesissimo progetto e infine la tracklist. I social si sono riempiti di commenti e le aspettative dei fan, già alte, sono schizzate alle stelle.

Oltre l’attesa del piacere

A questo punto, dopo l’immersione in questi discorsi sull’attesa qualcuno potrebbe sfoderare un inflazionato quanto innegabilmente preciso adagio circa il fatto che l’attesa sia essa stessa il piacere. Noi, in questo caso, non vogliamo esclusivamente parlarne come essenza del piacere ma come parte di un quadro ormai abbastanza comune nel mondo del rap.

La lista degli album che hanno innescato meccanismi di attese spasmodiche tra i fan è infatti abbastanza lunga e per questo la redazione ha scelto di dedicarle diversi giorni, consapevole del fatto che comunque è impossibile esaurirla in questo lasso di tempo.

Esaminare le ragioni per cui alcuni dischi nella storia del rap sono diventati i più vagheggiati dai fan vuol dire porsi anche delle domande che contemplano la durata temporale dell’attesa, ma tendono anche a trascenderla.

Come si arriva al punto in cui si usa l’attesa come strumento di marketing? Quali sono le dinamiche in atto nella promozione di un album aspettato da milioni di persone? Nel caso dei due album di cui sto per parlare, tutte queste domande diventano particolarmente urgenti, di fronte alla realtà degli eventi del 2007, anno di uscita di Graduation di West e Curtis di 50 Cent.

La svolta del 2007

In effetti l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle continuità esistenti tra i due album dal punto di vista delle tempistiche: Curtis è il terzo album di 50, così come Graduation lo è per Kanye ed entrambi i dischi sono usciti l’11 settembre 2007, distribuiti da Universal.

Per una grossa fetta della critica, questi due progetti hanno rappresentato l’inizio di una nuova era per la musica rap, inaugurando tendenze che avrebbero in seguito segnato drasticamente il mondo hip hop.

E non solo: secondo i giornalisti del magazine online dei Grammys, per esempio, negli anni precedenti al 2007, il rap stava attraversando una fase di instabilità, nonostante la scalata sempre più rapida dell’hip hop nel mainstream. Non a caso il 2006, l’anno precedente all’uscita di questi due dischi, segnò l’uscita di Hip Hop Is Dead, ottavo album in studio di Nas, un altro maestro del genere e da sempre molto attento ai movimenti, e soprattutto alle scivolate, della scena hip hop.

Il titolo del disco non lascia molto spazio all’argomentazione, perché di fatto era così che i top players vedevano il rap game in quel momento.

Che vinca il migliore

La competizione tra 50 e Kanye è nata in realtà in modo abbastanza sano: a quanto pare, infatti, i due si sono trovati per ascoltare i rispettivi album tre mesi prima di quella che divenne poi la data della doppia uscita, e la scelta di Kanye di usare Can’t Tell Me Nothing come primo singolo del disco è dipesa proprio dal fatto che era la canzone preferita di 50.

La rivalità si è evoluta in qualcosa di meno amichevole e più mediatico quando Kanye, ad agosto 2007, ha deciso di fissare la data di uscita del suo album lo stesso giorno di quella di Curtis di 50. Questa situazione senza precedenti ha aperto le danze delle speculazioni sulle vendite dei rispettivi album nella prima settimana, tanto che 50 Cent ha dichiarato a SOHH.com che non avrebbe più scritto e rilasciato nessun album solista nel caso, che lui riteneva improbabile, in cui Kanye avesse venduto più di lui.

50 si sentiva sicuro della sua reputazione e del suo status; in quegli anni non c’era nessuno più street di lui e probabilmente anche per questo non si sentiva intimorito dal producer, diventato rapper e in procinto di diventare fashion icon, in un momento in cui internet stava prendendo piede e aprendo nuove strade al marketing. Il boom di internet ha accompagnato infatti il successo di Kanye e la sua ascesa in un modo hip hop che ha poi contribuito a rimodellare.

Graduation & Curtis: lo stile

Recentemente Kanye ha rilasciato il suo ultimo album Jesus Is King, in ritardo di oltre un mese rispetto alla data annunciata all’inizio. Ma la cosa non ha stupito letteralmente nessuno, perché non è la prima volta che West rimanda una pubblicazione. Anzi, un mese è un’inezia se paragonato ai rinvii di altri album, incluso quello di Graduation.

Il rapper di Chicago aveva inizialmente dichiarato che avrebbe pubblicato il disco ad ottobre 2006 ma a maggio dell’anno seguente non sembravano esserci ulteriori sviluppi a riguardo finché Kanye fissò la data di uscita al 18 settembre solo per poi spostarla all’11, innescando quella macchina di attesa e competizione con 50 di cui ho parlato finora.

Il terzo album di West arriva dopo un tour mondiale con gli U2 e nasce da un mix di influenze inter-generiche, dall’indie rock all’elettronica, segnando il momento decisivo in cui ha iniziato a sintetizzare suoni distorti su beat da musica house: più che cambiare le carte in tavola, Kanye ha rovesciato il tavolo sopra cui cui stavano tutte le carte e tutti i capisaldi del rap.

Per quanto riguarda Curtis, l’album di 50 Cent che usa il suo nome all’anagrafe come titolo, esso rientra negli schemi stilistici a cui il rapper aveva abituato i suoi ascoltatori con i suoi primi due dischi, che hanno raggiunto successi discografici stellari. Ma forse proprio per questo, la critica trovò da ridire sull’album e specialmente sui beat: essi, affidati a producer stimati da 50 tra cui spiccano i nomi di Eminem e Dr. Dre, sono stati definiti da qualcuno addirittura “datati”.

Personalmente mi dissocio da questo giudizio, ma capisco da cosa è dipeso: quel clima di instabilità che ho citato prima, a sua volta dipendeva anche da un processo di innovazione già in corso, a cui Kanye avrebbe dato una spinta eccezionale con Graduation, ma che in ultima analisi ha segnato tutti gli artisti rap.

La pubblicazione contemporanea dei due album è stato un punto di non ritorno nello stile hip hop perché ha incrinato la supremazia del gangsta rap, fino ad allora praticamente incontrastata.
I risultati della competizione tra 50 e Kanye, infatti, hanno aperto le porte del mainstream anche a quei rapper che non si riconoscevano nei canoni stilistici del gangsta.

Kanye was stronger

I dati sulle vendite nella prima settimana dall’uscita dei dischi parlano chiaro: la sicurezza di 50 non aveva fatto i conti con l’evoluzione in corso nel rap, che Kanye non solo aveva compreso, ma aveva iniziato ad incarnare completamente. Secondo i numeri forniti dal New York Times, Graduation ha venduto 957.000 copie, mentre Curtis 691.000. Non servirebbe che sia io a specificare che 50 non ha mantenuto la francamente assurda promessa di porre fine alla sua carriera solista per un bisticcio sui numeri, ma non è impossibile credere che il risultato finale possa averlo urtato.

Il sito americano infatti riporta anche altro: le carriere dei due artisti hanno infatti raggiunto dei momenti topici, con Graduation che ha avuto la migliore accoglienza, in termine di vendite, degli allora tre album di Kanye; Curtis invece, è stata la peggiore apertura nella storia discografica di 50 Cent.

Ora, i numeri raggiunti a posteriori dagli album c’entrano poco con le aspettative a priori dei fan; o almeno così è in qualsiasi altro caso a eccezione di questo, che non è stato solo caratterizzato da una tempesta di hype intorno ai due artisti ma da un vero e proprio capolavoro di promo e marketing e che quindi non può totalmente prescindere dai suoi esiti.

La gestione dell’attesa

Per molti è stato tutto organizzato a tavolino e anche in modo abbastanza esplicito dato che è stato Kanye stesso a dire di essere consapevole che scegliere la stessa data di uscita di 50 avrebbe generato una frenesia mediatica.

Anche l’ex editore associato di Rolling Stone, Evan Serpick, pensava che i due artisti la vedessero come un’ottima opportunità di marketing, quando paragonò la competizione alle conferenze stampa messe in scena dai boxers per le telecamere prima di incontri importanti.

Tuttavia non si può omettere che una certa dose di cattivo sangue tra i due scorresse davvero. Specialmente dopo che 50 si palesò sul palco del Screamfest durante l’esibizione a sorpresa di Ye e i due si fronteggiarono sul palco degli MTV Video Music Awards qualche giorno prima della pubblicazione degli album.

In ogni caso però, a prescindere da quanto abbiano venduto i due album e da quanto la faida fosse effettivamente architettata, il beef si è inserito perfettamente nelle aspettative preesistenti sugli album e ha anche allargato i confini dell’attesa ad un pubblico che andava oltre i rispettivi fan dei due rapper: è diventato un caso mediatico della storia dell’hip hop e ha lasciato il segno come un momento di reale svolta non solo nella genealogia di un intero genere ma anche nei modi in cui si possono gestire le attese e manovrare l’hype per gli album.

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