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Kanye West: rifugiarsi nella spiritualità

“Jesus is King” ha sorpreso tutti, sia musicalmente sia contenutisticamente, non c’è che dire. Ma c’è un altro aspetto di “Jesus is King”, un lato nascosto della Luna, e il protagonista è Kanye, un uomo la cui salvazione spirituale nasce dal dolore di essere stato continuamente assoggettato al giudizio altrui.

“Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesú, nostro Signore”.

Romani 6:23, Bibbia

Basterebbe la frase biblica qui a fianco per comprendere appieno il significato di questo disco e di questa nuova ascensione di Kanye West.

Possiamo dirlo con cognizione di causa: non è stato un anno facile per Yeezy.

Se chiunque altro avesse osato dire la metà delle compromettenti frasi che Mr. West ha affermato negli scorsi 365 giorni, non sarebbe sopravvissuto alla pressa mediatica e avrebbe probabilmente visto terminare bruscamente la sua carriera.


Partendo dai problemi di salute mentale e arrivando alla difficoltà di conciliare la controversa posizione pro Trump con la carica simbolica della propria figura, lo stress cui era sottoposta la parte umana, non artistica, di Kanye West non era solo tangibile, ma visibilmente preoccupante.

La nascita della tensione verso la religione

Nonostante l’abnorme ego che ha sempre contraddistinto il rapper, tuttavia, era inevitabile che un carico così gravoso non causasse alcun tipo di contraccolpo sulla personalità del nostro “21st Century Schizoid Man”.
È da questo dolore che rinasce Yeezy, dopo aver deciso di non dedicarsi pubblicamente ad alcun tipo di politica o propaganda, ma promettendosi solo alla propria arte, rinnovata dalla rivelazione religiosa di Dio, principale destinatario di questo nuovo disco.

Quest’illuminazione pare aver investito della sua luce tutta la persona di Kanye, portandolo a pensare di abbandonare il rap, perché rappresenterebbe la “musica del diavolo”.
È proprio in quest’ottica che “Jesus is King” è nato e si è sviluppato come un disco gospel, in cui il rap resta sfondo e sottobosco comune, ma in cui i cori, le liriche e le musiche ricalcano il potere evocativo dei canti nelle chiese afroamericane.

La differenza tra Gospel e Spiritual

Storicamente il gospel era un mezzo per elevarsi verso Dio, unico mezzo di salvazione rispetto a un mondo e a un contesto totalmente avversi alla comunità afroamericana di quel periodo.
A questo gospel, che solitamente tratta di tematiche soggettive e introspettive, Kanye ha unito lo spiritual, un canto ritmato fortemente incentrato sulla ripresa e sulla ripetizione di alcuni estratti biblici, che diventano il soggetto incontrastato della composizione.


È naturale che in questo scenario ben poco spazio viene lasciato alle tematiche autocelebrative e autoreferenziali del rap, ma cosa ci insegna tutto questo sul nuovo Kanye, illuminato dalla provvidenza divina?

Cosa è andato e cosa resta dell’ego di Kanye West?

“Jesus is King” disegna un Kanye profondamente diverso da quello di “ye”: il tormento e il turbamento egocentrici di un anno fa lasciano spazio a un padre di famiglia che ritrova la propria pace in “Closed On Sunday”, in cui ripromette in primis a se stesso di stare vicino alla sua famiglia e ai suoi amici.


Questa maturazione del personaggio di Mr. West è profondamente innovatrice rispetto al passato e a tutto ciò cui oggi siamo abituati: in un mondo di perenne trasgressione e nichilismo, Kanye si rifugia nella musica religiosa, andando a delineare nuovamente una profonda linea di demarcazione tra sé e gli altri.

Ascolta qui “Closed on Sunday”:

È il gospel l’ultima evoluzione di Kanye West?

Il Sunday Service, il gospel di “Jesus is King” e la devozione religiosa potrebbero davvero essere l’ultima evoluzione di Yeezy, l’uomo che nel corso dei precedenti 6 anni è passato dal paragonarsi a Dio all’essere un fedele sottoposto di quest’ultimo?


Probabilmente la risposta è no, considerando l’incandescente personalità del rapper di Chicago, ma una cosa è certa: indipendentemente da quanto possa succedere nel suo Es freudiano, il perfezionismo di Kanye West continua ad assicurare musica di qualità sopraffina e fuori da ogni aspettativa.


E questa, quando si è ormai appurata la sua parziale incapacità di comprendere appieno la portata delle sue parole in campo socio-politico, è l’unica cosa che conta.

Ascolta qui “Jesus is King”:

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