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Tutto quello che devi sapere su Lil Tjay

In appena due anni la vita di Lil Tjay ha subito un salto di qualità non indifferente: il classe 2001 è passato repentinamente dal trascorrere le proprie giornate in un centro di detenzione minorile a impegnarsi per diventare uno degli astri nascenti della scena americana e mondiale.

Tione Dalyan Merritt è nato alle soglie del maggio 2001 nel South Bronx, una delle più importanti culle storiche dell’hiphop. Il degrado sociale tipico del quartiere in cui è vissuto fin da bambino lo ha presto indotto a passare attraverso tappe di crescita obbligata come rapine e risse, che hanno concorso – nel 2016, e dunque a soli quindici anni – a farlo internare in un centro di detenzione minorile.

Dopo aver varcato di nuovo la soglia di casa, nel 2017 ha iniziato a lavorare ai suoi primi progetti musicali, appoggiandosi alla piattaforma di SoundCloud (allora in auge: si consideri che a quell’anno risale il secondo rilascio dell’iconica “Look at me!” di XXXTENTACION).

Ascolta ora: “Look at me!” di XXXTENTACION

Durante l’anno successivo i suoi primi singoli ottengono grandi risultati: “Resume,” “Brothers” (con 70 milioni di streaming su SoundCloud è considerata dai più la sua traccia di debutto), “Leaked” e “None of Your Love” superano il milione di plays, attirando la luce dei riflettori su quello che fino ad allora pareva essere solo uno sbarbatello di strada.

Ascolta ora: “Brothers” di Lil Tjay

Quest’estate, a seguito di un esponenziale allargamento del bacino d’utenza e di un ampliamento dei followers, Tjay compare nella hit di Polo G, “Pop Out”, che è entrata nella top 10 Billboard’s Hot R&B/Hip-Hop Songs chart. Quel brano è stato uno dei progetti più remunerativi per il newyorkese: basti pensare che ha totalizzato 65 milioni di streams su SoundCloud, 148 milioni su YouTube e 120 milioni di ascolti su Spotify.

Guarda ora: “Pop Out” di Polo G feat. Lil Tjay

Ma non si è fermato a quel cammeo: collaborando con artisti del calibeo di French Montana (“Slide”) e Pop Smoke (“War”), Tjay si è tacitamente appressato al momento apicale (finora) della propria carriera: il suo album “True 2 Myself”.

Il disco, apprezzatissimo dalla critica (nonostante contenga diversi brani già rilasciati durante il periodo di gavetta su SoundCloud), è ricco di sonorità inusitate e si caratterizza soprattutto per un’ottima abilità lirica, sempre associata alla magistrale capacità di oscillare da un tema all’altro.

La sua qualità migliore è poi, sicuramente, l’uso della voce. Questa rara propensione all’interpretazione della melodia lo colloca su un piano di originalità per nulla scontato.

Guarda ora: “Pop Out (Live performance, feat. Genius)”

Per poter meglio conoscere quest’artista – vista l’uscita recente dell’album – abbiamo raccolto le dieci cose che bisogna assolutamente conoscere su di lui.

Lil Tjay ha iniziato a scrivere in carcere.

Secondo quanto riportato Complex, il giovane rapper del Bronx sarebbe stato incarcerato con a carico un capo d’imputazione per rapina. Mentre si trovava dietro le sbarre, pare che abbia trovato ristoro e sollievo solo scoprendo ed esercitando le proprie doti liriche.

«Non era divertente», ha rivelato a Rolling Stone; «non c’è niente che rifarei, ma quell’esperienza mi ha dato tanto. Ho la consapevolezza che se non fossi andato in carcere, ora non sarei chi sono. Non mi sarei mai messo a scrivere quelle canzoni e non avrei mai trovato la concentrazione per perseguire il mio obiettivo. Per me, il carcere, è stata una cosa positiva: mi ha fatto aprire gli occhi».

La sua prima hit è stata “Resume”

Dopo il carcere, nella seconda metà del 2017 Lil Tjay ha ottenuto la libertà: è a quel punto che si pone il plot twist della sua parabola.

Non appena tornato a casa egli rilascia “Resume”, registrata durante la sua prima sessione in studio. Al momento del drop Tjay non aveva una presenza assidua sui social: usava solo Facebook, non conoscendo Instagram o altre piattaforme analoghe. Al secondo giorno dal rilascio, il brano aveva 5000 ascolti. Poco dopo, era una hit virale.

Durante un’altra intervista per Rolling Stone, Tjay ha spiegato il successo della traccia: «Ho solo postato il link e ho chiesto ai miei amici di repostarlo. Tutti sentendo il pezzo mi avevano detto che avrei dovuto farlo uscire, e io l’ho fatto. Poi hanno iniziato a sentirlo in tanti, a repostarlo. E il pezzo è andato da Dio».

Guarda ora: “Resume” di Lil Tjay

Ha iniziato a pensare sul serio alla propria carriera solo nel 2018

Dopo la risposta positiva di “Resume” (14 milioni di streaming su SoundCloud) Tjay non ha deciso di concentrarsi subito sui suoi pezzi. «Dovevo dedicarmi a me stesso, perché se questo non avesse dovuto funzionare, non avrei saputo a cosa dedicarmi dopo».

Durante il corso del 2018 poi Tjay ha rilasciato importanti hit che ne hanno cambiato la prospettiva: “Brothers,” “Goat,” e “None of Your Love,” prima di rilasciare l’EP “No Comparison” a dicembre.

Ha raggiunto la sua prima top20 con “Pop Out” di Polo G

Dopo aver firmato con la Columbia Records lo scorso gennaio, Tjay ha collaborato con Polo G nel suo singolo di debutto “Pop Out”. Secondo i dati riportati da Genius la media di visite sulla pagina era di 1.885 visite giornaliere a febbraio della pagina.

Poi, ad aprile, “Pop Out” ha debuttato al numero 95 sulla Billboard Hot 100. Due mesi dopo, il singolo è entrato nella top 10 Billboard’s Hot R&B/Hip-Hop Songs chart per poi passare al Numero 11 della Hot 100 la settimana successiva.

Lil Tjay si ispira a Michael Jackson, Usher, R. Kelly e Justin Bieber

Sebbene venga dalle zone di French Montana, Cardi B, e A Boogie wit da Hoodie, le influenze che Tjay nomina non sono riconducibili al rap: essi sono cantanti pop e R&B come Usher, Michael Jackson, e Justin Bieber.

Per Pitchfork, rispetto all’influenza esercitata da Bieber sul suo stile melodico, egli ha detto: “Potrebbe essere una miscela di Bieber e del vecchio R&B che mia madre mi faceva ascoltare, come MJ, R. Kelly e Usher”.

Gli piacerebbe fare pezzi R&B

Durante un’intervista di Ebro Darden, Tjay ha affermato di aver registrato alcuni pezzi d’amore, fra i quali uno che s’inserisce nell’ambito dell’R&B e altri che sono indirizzati “ad un pubblico femminile”.

Vorrebbe poter usare il sample di “One Less Lonely Girl” di JB

Dopo aver fatto uso del sample di “Baby,” in “None of Your Love”, Tjay ha affermato per Pitchfork che i suoi followers hanno iniziato a chiamarlo “il Justin Bieber del Bronx”. E, dopotutto, se ne coglie il motivo: nella stessa intervista ha detto che il prossimo sample che utilizzerà potrebbe essere proprio quello di “One Less Lonely Girl”, altro brano notissimo della popstar.

Guarda ora: “Baby” di Justin Bieber

La fama è da sempre un suo obiettivo

Tjay ha più volte insistito sul fatto che la sua novella fama fosse l’obiettivo di un progetto di lunga data. «Sapevo che volevo fare musica da quando ero giovane. Ero solito guardare e riguardare i video di Justin Bieber e pensare: “Io sarò così”».

«Non sapevo come sarei arrivato al successo, ma sapevo che sarebbe accaduto» (Pitchfork)

Parlando con XXL ad agosto egli ha chiarito il punto con ancor più sicurezza: «Il mio lavoro dei sogni era essere un artista. Non sapevo se avrei fatto il rapper o il cantante. Sapevo solo che sarei stato una figura pubblica. Ho sempre immaginato che sarebbe accaduto, non ho mai dubitato di questo».

Lil Tjay mira alla longevità

A differenza di molti colleghi iperproduttivi, Lil Tjay ha affermato: «Non rilascerò un disco finché non sarà perfetto. Molti album hanno due o tre brani buoni, ma il resto fa schifo. Io voglio che ogni pezzo sia una hit». E poi ha aggiunto: «So anche come migliorare: ho in mente lezioni di canto, di danza come Usher».

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