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Mecna e Sick Luke: ecco come uscire dalla comfort zone

Quanto coraggio ci vuole per sperimentare, esplorando mondi inediti rispetto al proprio? Mecna e Luke hanno risposto a questa domanda con “Neverland”, un disco in cui l’unico imperativo è la massima libertà artistica.

A ogni nuova pubblicazione c’è sempre una scommessa che viene implicitamente accettata dall’artista: il nuovo progetto non può rivolgersi sempre allo stesso pubblico, ma deve cercare di ampliare l’audience, senza tradire gli ascoltatori più affezionati.

Il rischio, quando si ha una fanbase affezionata, è che l’artista si accontenti dei propri sostenitori, senza impegnarsi a evolversi e crescere ulteriormente, uscendo dalla propria comfort zone.


L’altro rischio, tuttavia, è che, nel tentativo di cambiare continuamente, l’artista perda ogni riconoscibilità, finendo per perdere identità.
Ecco, tenuti presente questi due discorsi, è doveroso sottolineare che “Neverland” è quanto di più distante possa esistere da questi due pericoli.

Il perché lo spiega Luke stesso nella conclusione del disco: “Tu, tu che stai ascoltando questo disco, qui ognuno parla, dice la sua, ma alla fine, mai, mai, mai dubitare di se stessi, possiamo diventare quello che vogliamo, fanculo le opinioni dell’altra gente, è il segreto”.

“Neverland”: la piena libertà artistica

L’isola che non c’è di Luke e Mecna è uno spazio di libera affermazione artistica e personale, in cui si può entrare solo con l’approvazione dei loro creatori.
Fin dai primi due estratti, “Akureyri” e “Pazzo di te”, la combinazione tra il rapper e il producer aveva mostrato il reale potenziale di un progetto come “Neverland”.


Mecna ci ha sempre abituati a una scrittura profondamente personale e intima, che ad oggi permette a tutti noi di vedere la crescita del personaggio, riuscendo a ricollegare il nuovo disco a quelli del passato, come accade in “Canzone in Lacrime”, dove quel “Ora che ho fatto di me la mia cosa preferita, giuro: non resto ad aspettare nessuno” riprende “Pratica”, primo estratto di “Blue Karaoke”.
Particolare è stata anche l’attenzione ai ritornelli, in cui Mecna osa e supera se stesso, arrivando a creare momenti in cui il canto diviene protagonista indiscusso della scena.

Ascolta qui “Canzone in Lacrime”:

Dall’altro fronte, invece, lode e bacio accademico a Luke, che ha incarnato un’evoluzione profonda e inaspettata del suo “farfastrello”, animale immaginario nato dall’unione tra farfalla e pipistrello.


Le sonorità del disco, infatti, anche grazie all’apporto di Valerio Bulla e Alessandro Cianci, disegnano un panorama totalmente inedito per il producer romano, che, salvo rare eccezioni, ci aveva abituato a un suono più legato alla trap e all’immaginario 777.


Possiamo pacificamente dire che in “Neverland” i confini tra i generi e le espressioni artistiche diventino assolutamente labili, andando a unire in un solo progetto tutto ciò che comunemente definiamo rap, indie, elettronica, pop.

L’intimità della scrittura di Mecna

Fin da “Fuori dalla Città”, sempre caratterizzato dall’intimità di Mecna, il duo si rivela vincente nella creazione di un intero universo artistico, curato in ogni sua minima parte.
In questo immaginario paesaggio Mecna ripercorre futuro e passato della propria discografia, librandosi tra il pop di “Pazzo di te” e la reminiscenza del flusso di “Disco Inverno” in “Si baciano tutti”, frutto dell’ormai rodata collaborazione con CoCo.

I due, d’altro canto, riescono a immergere in questa realtà onirica tutti gli ospiti del disco, partendo dalla posse track “Neverland”, in cui i più universi musicali vengono a incontrarsi su un magistrale beat di Sick Luke.
Il discorso è simile anche per “Non dormo mai” con Luche, Tedua e Generic Animal: la combinazione inedita tra questi artisti rivela una particolarmente efficace in quello che Tedua stesso definisce “il rap poetico”.

Ascolta qui “Neverland”, la titletrack:

“:(” e “Canzone in lacrime”: la sincerità porta fidelizzazione

Sono da citare anche “:(” e “Canzone in Lacrime”, che, rappresentando al massimo tutto il valore della scrittura e del mondo finora disegnato da Mecna in tutta la sua discografia, entrano di diritto tra le tracce cult del rapper.

Nel marasma di una scena sempre alla rincorsa della novità e dell’upgrade stilistico, spesso ispirato all’estero, Mecna e Luke si chiudono nella propria immaginazione, rifugiandosi nell’isola che non c’è, quel paradiso naturale in cui l’artista si evolve e cresce, fino a diventare unico nel panorama.


Ma qual è il modo per mostrarsi davvero riconoscibili rispetto agli altri?
Mecna lo sa bene: “Neverland” è l’affermazione di una devozione alla piena libertà artistica e alla sincerità più profonda verso i propri fans.


E questo, nonostante qualsiasi evoluzione stilistica, è ciò che permetterà a Mecna di sperimentare con la certezza che ci saranno sempre persone che lo aspetteranno.
“E se conosci come sono è perché io ci ho messo tutto quanto: orgoglio, illusione e rimpianto”.

Ascolta qui “Neverland”:

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