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Sfera Ebbasta e Capo Plaza insieme come Quavo e Travis Scott

I prossimi due anni saranno cruciali per il rap game. Nel 2020 usciranno con molta probabilità i nuovi progetti solisti di Sfera Ebbasta e Capo Plaza. Cosa succederebbe se le due release fossero solo un antipasto di un “Huncho Jack” tricolore per l’anno seguente?

I prossimi due anni saranno cruciali per il rap game tricolore, chiamato alla prova del nove sul palcoscenico più importante. Dopo aver piantato la bandierina sulla cima del riconoscimento mediatico nazionale, il movimento nostrano dovrà raccogliere i frutti dei processi avviati ormai 4 anni fa, tentando di definire in maniera convincente il proprio spessore in campo internazionale.

I tempi sono maturi, e allo stato attuale i nomi di Sfera Ebbasta e Capo Plaza sembrano i più accreditati per attestare la presenza fissa delle bars made in Italy in ambito intercontinentale ed eleggerla a norma.

Guarda ora: Tesla

L’APPEAL DI SFERA E PLAZA

 Il consolidato appeal internazionale del rapper di BHMG è cosa nota: i recenti contatti col producer London On Da Track – fresco della produzione del debut album di Summer Walker “Over It” –  sono soltanto gli ultimi di una lunga serie di promettenti avvistamenti in studio con colossi d’oltreoceano.

Sfera Ebbasta in studio con London On Da Track

Anche Capo Plaza può vantare un curriculum di ampio respiro internazionale tra Francia e Stati Uniti, e le firme fruttuose nei remix di A Boogie Wit A Hoodie e Aya Nakamura hanno macinato ottimi numeri in classifica spalmati per tutta l’estate.

NUOVI PROGETTI

Nel 2020 usciranno con molta probabilità i loro nuovi progetti solisti, entrambi caricati di enormi aspettative figlie della presenza inamovibile in chart dei lavori precedenti, “Rockstar” e “20”. Se riusciranno con le prossime mosse a strappare alla storia un posizionamento ancora più prestigioso, è lecito supporre che i due dischi ambiranno a qualcosa di più della semplice affermazione in patria.

Guarda ora: Billets

Nel caso in cui i colpi andassero a segno, si potrà puntare alla caccia grossa, magari con un’operazione di co-branding artistico senza precedenti per aspirazioni oltreconfine. Se $€ e Plaza riusciranno a prendersi l’estero, che impatto avrebbe la loro unione sotto uno pseudonimo comune? Cosa succederebbe se le due release fossero solo l’antipasto di un joint album stile “Huncho Jack” per l’anno seguente?

Ascolta ora: Huncho Jack, Jack Huncho

HUNCHO JACK

Il modello a cui rifarsi per il 2021 potrebbe essere proprio il duo formato da Quavo e Travis Scott, che nel dicembre del 2017 puntellarono la propria discografia con “Huncho Jack, Jack Huncho”, debut-project dell’inedita coppia impreziosito dall’artwork grottesco del vignettista Gonzo Ralph Steadman.

La cover di “Huncho Jack, Jack Huncho” realizzata da Ralph Steadman

Mettiamo da parte i giudizi qualitativi, che non annoverano per buona parte la creatura di Huncho Jack fra i classici del genere. Con la dovuta messa in contesto e le giuste proporzioni, Sfera e Plaza potrebbero davvero replicare nel nostro mercato la portata dell’unione di La Flame e Huncho, ponendosi come duo corrispettivo. Il che significa andare nella direzione Rapstar , “Oasis” e Santeria, pensando di estrapolare il joint-album dando vita ad un immaginario a sè stante per impostazione grafica e musicale.

L’uso di uno pseudonimo, in questo senso, potrebbe solo facilitare l’associazione e la fidelizzazione del pubblico nei confronti di quella proposta. Se il progetto venisse slegato dal filone delle due produzioni, e se i due artisti riuscissero a mettere in piedi un “titolo” congeniale ed incisivo, quella stessa testata finirebbe per coincidere nell’orecchio degli appassionati con una cifra distinta, definita e assoluta, perché sciolta da qualsiasi rapporto di continuità con il resto dei precedenti lavori.

METRO BOOMIN & 21 SAVAGE

Una parentesi che potrebbe davvero sopravvivere al tempo e rivelarsi diacronica. Se l’estetica sarà efficace quanto la formula musicale, Plaza+Sfera potrebbe assumere lo stesso grado di riconoscibilità in Italia che il mondo ha riconosciuto a formule come Metro Thuggin (Metro+Young Thug) o ancor meglio al binomio Metro Boomin+21 Savage, portatore di sfondi e dimensioni definite, capaci di far alzare il buio conturbante non appena premuto il play. Il limite a cui Sfera e Plaza potrebbero tendere è tracciato da questi illustri precedenti. Impresa non semplice, considerato che 21 e Metro hanno inventato una vibe. Ma la sfida rimane comunque intrigante.

Metro Boomin e 21 Savage

In caso di vittoria, i due artisti di casa nostra finirebbero per incarnare un link quotato e ricercato dagli appassionati per vestirsi a colpo sicuro di determinate sensazioni all’ascolto. Tradotto: è il loro sound, il loro spittin’, niente può replicarlo, soltanto quel progetto mi parla in quel modo e veste quel mood. I fan finirebbero per affezionarsi a tal punto all’intesa da cominciare ad approcciarla come un brand ricercato, da sfoggiare come pezzo forte del proprio gusto.

Inoltre, racchiudere due artisti nello scrigno di un nome bino, comune e distinguibile, avvicina di molto ad un risultato intuitivo, e per questo più facile da esportare. Soprattutto se riuscissero a sintetizzare l’essenza, i colori e i profumi dell’odierno rap made in Italy in maniera godibile, trasversale e rivelatrice.

SANTERIA & RAPSTAR

L’Italia non è nuova a collaborazioni del genere: i già citati “Rapstar” (Fabri Fibra + Clementino) e “Santeria” (Guè Pequeno + Marracash) son due ottimi esempi di quanto valga la pena scommettere su progetti congiunti. “Non è gratis” vantava singoli come “Chimica Brother” che ancora oggi vengono portati sui palchi da FF e Clementino nei rispettivi tour, e stando alle parole di Fibra a The Flow i due avevano perfino firmato con Universal un seguito del progetto (il vociferato “Top Secret”), anche se poi non è mai arrivato.

Ascolta ora: Non è gratis

Dell’impatto di “Santeria” ne avevamo già discusso precedentemente. Basti ricordare l’incetta di certificazioni che il duo ex Dogo Gang portò a casa grazie a quel capitolo a tinte esoteriche della propria carriera.

Guarda ora: Senza Dio

ONE SHOT ONE KILL

Supporre che un joint album di Capo Plaza e Sfera Ebbasta possa fare sfracelli non è fuori dal mondo. “Da Salerno a Milano” scorre un’attitude trap-addicted, accattivante e affine, unita alle peculiarità melodiche che hanno permesso ad entrambi di affermarsi come chorus killer e di affinare nel cambio di passo all’interno dei singoli in cui figurano come ospiti il comune punto di forza. Il feedback del pubblico è dalla loro in un modo che sembra valere per pochissimi altri connazionali. Fa impressione ripensare alla vittoria di “Tesla” su “Cupido”, perlomeno in termini numerici: un duo italiano (trio, contando DrefGold) si impose sulla lunga distanza rispetto al feat internazionale di cartello (Quavo): un segnale da non sottovalutare.

Guarda ora: Pablo

Non dimentichiamo quanto “Rockstar” e “20” abbiano resistito a lungo in Spotify Charts. Quanto entrambi abbiano alzato l’asticella dopo quella fase folgorante. Quanto siano tuttora capaci di fomentare il game unendo le proprie forze, arrivando perfino ad indirizzare una parte del gradimento e dell’indice di attenzione del pubblico nei confronti di un disco o di un singolo: nella recente “Gigolò” di Lazza hanno portato tutta la carica del one shot one kill ($€ in particolare rispolverando un’eco à la “BRNBQ”), e molto spesso all’interno di un disco rap italiano i singoli maggiormente streammati sono quelli in cui figura uno dei firmatari di “Tutti i giorni”.

Capo Plaza, Sfera Ebbasta e ve ne andate in molti

Qua non fotti

Ti rompiamo il culo come tutti i giorni

Capo Plaza, “Tutti i giorni” ft. Sfera Ebbasta, 2014

Guarda ora: Tutti i giorni

BANGER ALBUM

Il sospetto è che Sfera e Plaza uniti sotto una bandiera comune potrebbero davvero rivoluzionare l’idea del banger-album in Italia, sulla falsa riga di “Dummy Boy”, che esibiva una varietà melodica travolgente e una sequela di hit (tutte diversificate nel mood) a fargli da ossatura.

Ascolta ora: Dummy Boy

Un’aspirazione che va al di là del perfezionare un concept coerente incarnato in un corpo coeso, vertendo piuttosto su un esercizio di stile che faccia scuola, considerando più che altro le peculiarità, la vocalità multiforme di entrambi e il tocco da hit makers. Tante unità, tutte d’impatto e possibilmente virali.

Di sicuro non sono un intenditore di strumenti o di canto, però sono un intenditore di hit. Essere primi in classifica è una cosa che va oltre.

Sfera Ebbasta, Billboard Italia, Settembre 2019

Un joint album che potrebbe avere come marcia in più la ricerca e la proposta del suono, se i rapper mettessero al servizio della causa i loro ascolti e gusti, prima che i bisogni del pubblico italiano. In quel caso, al cuore del disco pomperebbe sangue francese, statunitense, forse anche qualche flusso latin trap, reggaeton e dancehall; impossibile poi non aspettarsi scelte spiazzanti dai carichi sul tavolo.

Il sopracitato appeal internazionale potrebbe garantire una visibilità che gioverebbe all’intero movimento urban italiano. Se poi il progetto suonasse davvero internazionale, oltre ad una supremazia in patria già in cassaforte si aggiungerebbe un nuovo grado di reputazione ben al di là delle Alpi.

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