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Qual è il miglior brano nel disco di Skinny?

L’altro giorno ci siamo confrontati su chi fosse stato il miglior artista nel progetto. Oggi in redazione abbiamo dibattuto sul miglior brano del disco.

L’attesissimo album di Skinny, ”Mattoni”, è finalmente approdato sui nostri digital stores e nei negozi, dopo settimane di grande attesa. L’altro giorno ci siamo confrontati su chi fosse stato il miglior artista nel progetto. Oggi in redazione abbiamo dibattuto sul miglior brano del disco.

Gabriele Baldassarre: Street Advisor

Il miglior brano di “Mattoni” è “Street Advisor” perché riassume al meglio l’essenza dell’album di Skinny — feat inaspettato su un terreno inedito, a.k.a. quello che dovrebbe avere ogni producer album — e lo fa ad un livello qualitativo che le altre tracce non riescono a raggiungere.

Noyz killer rinfrescato tipo Michael Corleone dopo il viaggio in Italia, le punch di Marra che aprono un brano di strada e lo lanciano in faccia al mondo esterno, fino alla voce di Plaza, gelida come un diamante e tagliente come il ferro, in grado do attualizzare un’opera che senza di lui, non sarebbe potuta arrivare allo stesso modo ad una buona fetta di pubblico, che vede nei proiettili del salernitano quello che gli occhi innamorati di un’altra parte di audience vedono da sempre in Noyz e Marra.

Il freddo dei marciapiedi romani, il grigio soffocante di Milano e la voglia di prendersi il mondo del sud sono l’unione più originale e riuscita del disco che rimarrà un brano di culto per il genere da qui ai prossimi anni.

Antonio Dikele Distefano: Fare Chiasso

Perché scegliere questo brano? Il motivo è semplice: è questo il Quentin che vorrei. Secondo me, era rimasto intrappolato in quello che lo aveva reso famoso e che aveva generato attenzione intorno a lui. Per me Quentin doveva uscire dall’immaginario che si era costruito intorno a lui. Basta ‘’Thoiry’’, basta elisioni alle rime. Lui ha tanto da dire. Per farlo e farsi capire deve essere meno criptico. In questo brano ho finalmente visto il Quentin che vorrei.

Alessandro Quagliata: Stay Away

Ieri ho votato Luchè come miglior artista del disco. La tentazione di votare ‘’Attraverso me’’ come miglior brano è forte. In mia opinione però non è contradditorio non votarlo. Il miglior brano si qualifica come tale per una serie di motivi, tra i quali rientra senza ombra di dubbio la qualità della produzione, a maggior ragione se parliamo di un producer album. Per questo motivo ho ristretto il cerchio a tre brani, dove in mia opinione Skinny si supera: ‘’Street Advisor’’, ‘’Saluti’’ e ‘’Stay Away’’.

La mia scelta è andata verso quest’ultima per due ragioni. La prima è quella vocina nel beat che mi fa letteralmente volare: questa produzione avrebbe fatto suonare figa qualsiasi cosa. In secondo luogo, ci rappano tre artisti che personalmente stimo molto, e lo fanno nel loro mood che preferisco. Ketama riesce a scrivere frasi molto semplici, quasi adolescenziali, che ti fanno entrare subito nel suo mondo. Mi piace davvero tantissimo in questa chiave più emotiva. Discorso similissimo per Side. Quel ragazzo ha tanto da dire, spero che continui nella sua crescita solista. Finalmente ho sentito Franco rappare (lo ha fatto anche molto bene).

Il risultato è un brano quasi perfetto, con un’identità incredibilmente definita nel mood e nelle immagini. Un quadretto che dipinge una Roma imperfetta e bellissima, vista con gli occhi di chi vive il mondo sempre e solo alla sua maniera.

Il pubblico ha apprezzato tanto: è il secondo brano più ascoltato del disco, nonostante altri brani vantino nomi più altisonanti e performanti, a livello squisitamente numerico. Ulteriore conferma che quasi sempre nella musica vince la qualità, prima ancora del nome. Viviamo in un’era più meritocratica di quel che si crede.

Camilla Castellan: Fare Chiasso

“Fare Chiasso” è una chicca già dal beat.

Skinny campiona “Everyday Thing” di Nas, Dr. Dre e Nature permettendo a Quentin e Rkomi di camminare sul red carpet della storia internazionale.

40 ha poi una tra le qualità forse più considerevoli nel panorama rap italiano, è in grado di adattarsi a qualsiasi strumentale rimanendo riconoscibile, mentre Mirko è una costante: il ritornello suona già come papabile hit radiofonica. E questa combo si rivela particolarmente vincente se pensiamo a barre come / Solo un’ancora mi può salvare / Cerco in mare un fiore del deserto / dove tutta la vocazione struggente e fortemente immaginifica di Vittorio viene fuori.

La spasmodica ricerca di Quentin non è mai solo una lei: sono le incertezze, i sacrifici, casa e i compagni di una vita, una quotidianità sporca e sovraffollata che confonde la metà di noi. E infatti dice / Non sembri perfetta, sembri solo tutto quello che mi manca / La metà, Quentin40 /. Rkomi riesce a calibrare tutto questo con una strofa leggera, ma consapevole che chiude il cerchio di un amore post moderno.

Nicolò Falchi: Saluti

Un Guè in formissima e un Fibra devastante sarebbero gia dei motivi validi per definirla una hit. Ma “Saluti”, seconda traccia di “Mattoni”, ha quel qualcosa in più: il ritornello di Rkomi. L’intervento del rapper di Calvairate è semplicemente perfetto: conciso, poetico, musicale.

È l’anello di congiunzione perfetto tra due mostri sacri del rap, il raccordo ideale fra vecchio e nuovo. Lo chef Night Skinny ha cucinato il piatto perfetto accostando due prodotti di qualità e aggiungendo l’ingrediente inaspettato, che ha dato quel tocco di sapore unico alla traccia. “Saluti” per me è dunque la traccia migliore del disco.

Filippo Motti: Street Advisor

Seppur senza uno scarto abissale – la qualità nel disco è tanta – “Street Advisor” è in un certo senso il banger che spicca di più. Lo è per un mix riuscito e per nulla scontato tra il duo di “Mentalità da clan” e un Capo Plaza in crescita esponenziale. Il rapper di Salerno smussa gli spigoli delle strofe precedenti con un flusso più plastico e melodico, senza però creare distanza e discontinuità tra le parti: il risultato è un brano multitarget che può davvero soddisfare ogni genere di appassionato.

Il secondo aspetto da considerare è l’efficacia del ritornello, uno fra i più street e martellanti del disco. Il sottile gioco d’assonanza “schede”/”skrt” dà una vera marcia in più. Sia Marra che Plaza confermano la propria attitude da chorus killers. Ma il motivo principale per indicare “Street Advisor” come best song sono le rime di Marracash e Noyz.

Il singolo è infarcito di barre mozzafiato, da “meglio i dollari del cazzo/ serve meno spazio” a “dei gemelli ma ascendente bilancino”. Difficile trovare un altro brano di “Mattoni” con lo stesso numero di mattonate in rima. Se la formula del pezzo d’apertura vince, è perché su quella strumentale di Skinny è il Rap con la r maiuscola ad uscirne con la cintura da campione in vita.

Federico Maccarrone: Attraverso Me

Il file rouge dei producer album è dato dalla sempre nuova combinazione di artisti diversi all’interno dello stesso progetto.
Nel caso specifico, “Mattoni” è stato un allineamento di pianeti pressoché irripetibile.
In questo scenario la competizione tra gli ospiti fa la forza, il fulcro dell’intero lavoro.

Ecco perché, tenuto presente tutto questo, possiamo facilmente capire che “Attraverso Me” giochi un campionato totalmente diverso: piuttosto che immergersi nello scontro di “Mattoni”, Luchè dà prova di un’ulteriore evoluzione rispetto a “Potere”. Il genio di Marianella con una traccia di rara profondità nella scena italiana e nel disco stesso, in cui solo “Mille Strade” di Izi e Ketama raggiunge una simile profondità introspettiva, diventa il portavoce del successo di tutti i suoi famigliari e i suoi amici, descrivendo rimpianti, paure e immagini vivide di rimorsi che logorano ogni uomo.

Differenziandosi, “Attraverso Me” è diventata un instant classic, capace di restare in piedi da sola nel corso degli anni a venire. Luchè è one man show.

Endri Kalthi: Street Advisor

Ho fatto un gioco mentale per decidere il brano migliore: quale sarà il pezzo che tra dieci anni ricorderò immediatamente nel pensare a ”Mattoni”? Sicuramente ”Street Advisor” è il brano più potente. Quando ho saputo del feat. Noyz, Marra, Plaza son saltato dalla sedia. Ho pensato ”Solo Skinny poteva fare una cosa del genere”. Ho apprezzato davvero tanto le intenzioni, ancora di più il risultato. Che hit.

Maria Roberta Alfano: ”Fumo 1etto”

Inizialmente, al primo ascolto, la mia preferenza per il miglior brano di Mattoni era ricaduta su Attraverso Me ma poi ho rivalutato la mia idea e ho scelto Fumo 1etto.
È stata il funzionamento della collaborazione tra i tre artisti a coinvolgermi a tal punto da farmi cambiare definitivamente idea: è perfetta, direi matematica se non sapessi che questo aggettivo veicolerebbe un’idea di staticità.

La collaborazione in questo brano è tutt’altro che statica: tre stili e tre modi di rapportarsi al genere completamente diversi.
Un feat di Shiva con Fibra l’avrei visto bene da molto tempo ma affidare il ritornello a Side, secondo me, alza di molto la carica di innovazione del brano.

Il testo è solido, forte: l’analisi come sempre acuta della contemporaneità e delle contraddizioni del nostro tempo di Fibra si fonde benissimo con il discorso tagliente di Shiva.
La coerenza e la fluidità dell’incontro tra le due strofe e il ritornello, sul beat magistrale di Skinny, ha rappresentato per me l’elemento vincente.

Il brano preferito della redazione di Esse Magazine è ”Street Advisor”.

Ascolta ora ”Mattoni”

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