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Che impronta ha lasciato 6ix9ine?

Che piaccia o no, ha fatto grandi numeri e negarlo è impossibile. Ma quali abilità ci sono dietro ad un personaggio tanto discutibile?

Teka$hi non è un artista che mi ha mai affascinata granché (rispetto a un XXXTENTACION ad esempio, moralmente discutibile tanto quanto ma – almeno per me – molto più valido nel portare quel malessere sulla traccia, sfogo al limite del terapeutico). Fin dagli inizi del 2015 e da prima di vederlo associato ad alcun processo, ammesso che si sia mai potuto parlare di lui senza citarne la fedina penale. Per quanto il SoundCloud rap non sia noto per le liriche e la contenutistica aulica, ma più per la totale distorsione dei beat non sempre particolarmente entusiasmante, queste sono le connotazioni che l’hanno definito.

E, che piaccia o no, ha fatto grandi numeri. Negarlo è impossibile, perciò mi sono chiesta quali abilità si celassero dietro un personaggio tanto discutibile: l’epilogo? Non ha vinto nessuno.

Dai meme al doppio platino

Dal 2018 fino ad oggi siamo passati dal digitare “Chi è 6ix9ine?” su Google a “6nitch9ine rinnega la scena” e questo la dice lunga su quanto il suo successo sia stato fulminio e su quanto gran parte di questa popolarità non sia da ricondursi propriamente al talento canoro. 

“Tekashi69” esce nel 2017 e per quanto sia un manifesto chiaro della scumgang non fa che da apripista alla valanga mediatica che “Day69: Graduation Day” porterà con sé: le tracce diventano sempre più esplicite, i contenuti a sopporto anche e 69 diventa la caricatura di se stesso (condito da una buona dose di minacce e vaneggiamenti sulle sue prestazioni sessuali).

Ascolta ora: Kooda

Da qui in avanti la potenza di Tekashi non si è più riuscita a misurare. 

“Kooda” ha debuttato alla posizione numero 61 della Billboard Hot 100 settimanale statunitense. “Gummo” invece si è guadagnata la numero 12 e il disco di platino. Sono arrivati i featuring con Fetty WapYoung Thug, entrambi entrati nella Hot 100. Day69 ha venduto più di 22000 copie fisiche (numeri impressionanti per un mixtape) e nella versione deluxe – con il remix di “Got it, got it” – ha segnato la cinquina di presenze consecutive in classifica. Ma è solo nel 2018 con Nicki MinajKanye West che raggiunge la top five e “Fefe” gli regala il doppio platino.

Sulla bocca di tutti: i processi

A rallentare l’ascesa al trono di Hernandez sono intervenuti però una serie di processi che l’hanno chiamato a rispondere dei reati più vari.

Da quello a sfondo pedopornografico datato 2015 (aggravato dal precedente arresto per aggressione e vendita di eroina) al possesso di arma da fuoco, estorsione e rapina a mano armata, affiliazione alla gang 9 Trey Bloods, passando per il tentato soffocamento di un ragazzino sedicenne. 

Questi atti di violenza si sono conclusi solo a fine anno 2018 quando 6ix9ine è stato arrestato. Fino ad allora le accuse lo avevano condannato a quattro anni di libertà vigilata e mille ore di servizi sociali, non impedendogli di presenziare ad ospitate tv o al tour europeo che l’ha portato anche in Italia (il famoso concerto insieme a Tedua al Number One di Brescia, in un clima di esaltazione pura da parte di un pubblico davvero giovanissimo, che Vice.com ha intervistato).

In attesa di processo, che inizierà solo il 4 settembre 2019, 69 pubblica quello che in molti considerano il suo primo effettivo album: Dummy Boy. La ricetta si compone più o meno degli stessi ingredienti d’esordio: punchline aggressive, mossa strategica mettendo sulla traccia Lil Baby e Gunna, strizzata al mainstream del reggaeton con l’amico ex carcerato omofobo e frecciatine sparate a zero più o meno su chiunque (in particolare Trippie Redd e il rapper Zillakami).

Ascolta ora: Bebe

“69 sent me this song & 5 mins after I sent him this voice note. I was inspired tho cuz it reminded me of a song I did wit GUCCI years ago.” – Nicky Minaj

Il pubblico pare apprezzare ancora: 347.540.440, questo è lo stream del pezzo su Spotify, superato solo da “Fefe” insieme a Nicki MinajMurda Beatz (491.974.813) con 761 milioni di visualizzazioni Youtube.

Una collaborazione interessante questa che è costata a Nicki parecchie polemiche, visti i precedenti di 6ix9ine. Ma la naturalezza con la quale è nata sottolinea una certa affinità artistica tra i due, resa perfettamente in quell’universo surreale color pop che è il video (e che, a mio avviso, aiuta a smorzare l’aura intorno al rapper).

Il patteggiamento in 3 brani

Le notizie più recenti sullo stato di Teka$hi risalgono allo scorso agosto, nonostante Jade (sua compagna, che per fugare ogni dubbio ha pensato bene di tatuarselo un po’ ovunque) continui a mantenere vivi i canali social del rapper. 

A quanto pare dopo essersi dichiarato colpevole di numerosi capi d’accusa, collaborerà con le autorità e testimonierà di aver offerto 50 000 dollari per l’omicidio di Anthony “Harv” Ellison – altro membro della gang. A facilitare il compito della polizia è stata l’esuberanza dello stesso 6ix9ine, chiamato a rispondere della sua condotta criminale (legata ai fatti sopra citati) in ben tre brani:

  • “Gummo”: confermerebbe l’aggressione del 2017 a Trippie Redd – KB you a loser n***a / up that Uzi n***a
  • “Kooda”: dove si mostrerebbe partecipe allo scontro a fuoco avvenuto nel 2018 con Casanova – N****s runnin’ out they mouth but they never pop out / All my n****a really gang bangio
  • “Billy”: il monologo di apertura in Dummy Boy vede il rapper ed il manager Shotti insultare apertamente MackCasanova, poi aggrediti – We don’t bleed, n***a / We make n****s bleed, blood

A quanto pare le minacce non facevano eco al personaggio, erano vere. Ma tutta questa predisposizione alla collaborazione non è stata apprezzata in egual misura da tutti.

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🐀👎🏾🤷🏾‍♂️ new era

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Questa scelta potrebbe minare alla sua credibilità? Potrebbe pregiudicargli collaborazioni come le precedenti? Francamente mi è difficile rispondere.

Non è un segreto che nel rap game – ed in particolare nella scena newyorkese che l’ha visto nascere – tradire la fraternità della banda, rinnegarla ed infamarne il nome equivale ad imboccare una strada senza uscita. Vero anche che questo immaginario stereotipato del rap da ghetto appartiene sempre meno alla nostra quotidianità e 6ix9ine è arrivato ben più lontano: studi di registrazione di spessore, eventi pubblici, tv, featuring da milioni di dollari.

Dalla sua inoltre ha la questione numerica: metterlo in una traccia fa esplodere il web e non sono sicura che a questo si rinunci tanto facilmente.

Cosa ci resta?

Per quanto la premessa abbia aperto chiaramente con i dubbi che ho a riguardo, concludere dicendo che il successo ottenuto sia frutto esclusivo di una folle comunicazione con la fanbase, sarebbe tanto irreale quanto ipocrita. 

Daniel è spregiudicato e se lo fosse solo artisticamente parlando avrebbe del grande potenziale. Dai video reperibili in rete, l’adrenalina e l’energia che trasmette al pubblico sono tangibili – nel vero senso della parola: si dimena, incita la folla e la presenza scenica è fortissima accompagnata dallo stile eclettico del suo abbigliamento.

Eppure nella testa mi si sovrappongo esempi a non finire di questa capacità nel performare, senza una condotta così poco condivisibile.

E viene spontaneo domandarmi: quanto è possibile valutare il personaggio scindendo completamente la persona? Non si tratta di piccoli inconvenienti (vedi Asap Rocky) ma di una condotta totalmente amorale sotto ogni punto di vista. Quanto è possibile eludere questa considerazione per valutare solo l’aspetto artistico? 

Senza contare che non penso abbia condotto il rap game su un terreno tanto avanguardistico. Battle, frecciatine, street video nel quartiere, pistole e criminalità sono da sempre il cardine del genere, ma è controproducente non sottolinearne l’evoluzione. 

Oggi il rap è tanto altro ed è giusto che si proponga anche per questo. 

Personalmente mi auguro che 6ix9ine riveda il suo ruolo nella scena internazionale, che lo estremizzi meno e torni con un album convincente (negli incastri e con meno scream se possibile). Che per far cambiare idea anche ai più scettici non è mai troppo tardi – c’è tempo, fino al 24 gennaio 2020 sarà dietro le sbarre in attesa di giudizio.

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