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Di che disco ha bisogno Rocco Hunt?

Rocco Hunt ha aspettato ben tre anni prima di annunciare una data di pubblicazione di Libertà, il suo nuovo album previsto per il 30 agosto. Ma di che tipo di album ha bisogno? Abbiamo chiesto a due nostri redattori di confrontarsi a riguardo.

Rocco Hunt ha aspettato ben tre anni prima di annunciare una data di pubblicazione di Libertà, il suo nuovo album previsto per il 30 agosto. Ma di che tipo di album ha bisogno? Abbiamo chiesto a due nostri redattori di confrontarsi a riguardo.

Federico Arriu:

Rocco Hunt ha bisogno di un disco che colmi il vuoto lasciato dalla sua lunga assenza dalla scena: Libertà è un album che si è fatto attendere molto, e questo inevitabilmente comporta delle conseguenze (fra cui le attese elevate del pubblico). 

Il rapper napoletano è stato infatti silenzioso per quasi tre anni, accennando talvolta qualche timido annuncio di un eventuale disco futuro. 

Questo mutismo è stato rotto solo nel momento in cui il rapper ha dichiarato via Instagram il ritiro dalla musica; fatto che ha dato avvio alle più varie speculazioni della sua fanbase. Sull’album che tutti aspettavano si è allungata minacciosa l’ombra della disdetta, mentre alcuni gli attribuivano ipotetiche strategie pensate per far lievitare l’hype mentre altri attaccavano la casa discografica un po’ come se l’album fosse divenuto l’Eternal Atake partenopeo

Adesso la tracklist è uscita, e a me sembra che Rocco Hunt abbia capito esattamente il tipo di disco che gli servirà per dare ai suoi fan un risarcimento per il tempo trascorso senza la sua voce. Il vincitore di Sanremo 2014 molto probabilmente (e personalmente me lo auspico) proporrà un disco vario, che possa saziare le brame stagionate in questo triennio del suo pubblico. 

In tal senso, qualche spunto di riflessione e d’ipotesi ci viene dalla pubblicazione della tracklist. Achille Lauro, J-Ax e Boomdabash sicuramente manterranno aperta la porta del compromesso radiofonico. Ma dopotutto è normale, e forse è anche giusto: non bisogna scordare i risultati di Roma-Bangkok, il brano di Baby K cui Rocco ha contribuito a livello autoriale e che è stato certificato disco di diamante qualche giorno fa. 

La presenza di Lauro, inoltre, insieme ad artisti come Geolier, Clementino e Neffa potrebbe anche aprire ad un aspetto più street che pareva non appartenere da un po’ ai suoi ultimi lavori. Insomma, il miscuglio di influenze diverse potrebbe produrre un disco dalle mille sfaccettature, che potrebbe anche porsi come uno spaccato della realtà italiana nei suoi aspetti più disparati -, sia che si parli delle difficoltà di strada del suo “maledetto sud” sia che si ponga come la soundtrack di un’Italia più bonariamente leggera.

Ascolta ora: Benvenuti in Italy

Camilla Castellan:

Penso sia doveroso fare una premessa: la scena campana rappresenta ad oggi uno spaccato considerevole nel mercato discografico italiano, impensabile poco meno di una decina di anni fa dove a segnare tali traguardi erano esclusivamente personaggi come Bennato o Pino Daniele, ed il dialetto da sempre considerato limitante si sta dimostrando invece la chiave vincente per identità e musicalità.

Questo sudato spazio tra i numeri – che contano ancora parecchio – è puntellato da artisti con connotazioni riconoscibilissime (Capo Plaza ha tratti distintivi seppur giovanissimo, Lele Blade si è seduto al tavolo verde con i successi degli ultimi singoli); ecco, a mio avviso, credo sia questo ad aver disorientato riguardo a Rocco: la mancanza, ad oggi, di un’identità precisa, tutta personale e meno necessaria.

Prima è stato il poeta urbano, l’erede legittimo di Clementino, poi l’osannato dalla critica sanremese come giovane portavoce della terra dei fuochi.

Non stento a credere che queste pressioni si siano fatte sentire e gli ultimi tempi non siano stati i suoi migliori, eppure la tracklist del nuovo album fa ben sperare. Oltre a Neffa e Nicola Siciliano – presente nella bonus track Ngopp’A Luna che altro non conferma se non la sua abilità indiscussa nelle ballate davvero italiane, senza un filo di vergogna – ci sono Achille Lauro, Clementino, Geolier, artisti che mi auguro lo riportino in un terreno più crudo, lontano dai compromessi radiofonici.

Ascolta ora: Ngopp’ A Luna

 

Rocco dovrebbe essere l’nfam’ version di sé stesso: questa è la prima cosa che vorrei dal nuovo disco. Quella credibilità verace che non necessita di conferme perché diretta, spavalda; e visto che di tempo per sperimentare ce n’è stato essendo un progetto maturato in quasi 3 anni di lavorazione, una ricerca a livello sonoro penso possa essere un tassello fondamentale (stimolante, riqualificante anche).

Libertà oltre che concept del disco credo racchiuda bene il desiderio del pubblico. Ci si aspetta una mossa intelligente sì, che lo ricollochi nella nuova scuola campana al dominio delle classifiche, ma spontanea, non un cofanetto preconfezionato di hit potenziali.

Ascolta ora: Cuore Rotto

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