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YBN Cordae: l’erede al trono

“The Lost Boy” è solo l’inizio di un percorso, ma è la dimostrazione del reale valore artistico di Cordae, che, potenzialmente, potrebbe diventare un esponente fondamentale del rap italiano.

Il carattere è la componente più importante di un artista: la volontà di non essere sottomesso o limitato, ma volersi esprimere appieno nella propria musica dev’essere accompagnata da un comportamento attivo, finalizzato a annichilire qualsiasi tipo di avversario o limite.

Facciamo un esempio pratico: quando J. Cole pubblicò “KOD”, chiudendo l’album con “1985”, fu una stoccata mortale alle nuove leve del rap americano. Qualsiasi emergente, di fronte a un mostro sacro come Cole, avrebbe chiuso la bocca e abbassato le orecchie, accettando la fondatezza delle parole del rapper di “Forest Hills Drive”.

Ascolta ora “Forest Hills Drive”

Verso il trono

Tutti sarebbero stati zitti, ma YBN Cordae no: sulla stessa base di “1985” il newcomer ha dato vita a “Old N****s”, un’aspra risposta alla critica del rapper della Carolina, sostenendo il valore dei giovani, che non sono inferiori, ma solo diversi dalle precedenti generazioni.

È questo colpo di testa che ha fatto accendere ogni riflettore sul giovane rapper, parte del collettivo YBN.
Da questo momento, l’attenzione sul giovane ragazzo del Maryland continua a salire, fino a portarlo a collaborare con Dr. Dre per i suoi prossimi progetti discografici.

In questo contesto di continua attenzione, Cordae, con la pubblicazione del singolo “Have Mercy”, annuncia l’imminente uscita del suo nuovo disco, in uscita il 26 luglio.

Il successivo singolo è “Bad Idea” con Chance the Rapper ed è qui che tutti si rendono conto della potenziale importanza del disco del classe 97.
Ultimo singolo, pubblicato 48 ore prima dell’uscita del disco, è “RNP”, un featuring con Anderson.Paak su produzione di J. Cole: la combinazione tra i tre artisti è a dir poco stupefacente, dando luogo a una traccia che prende il meglio della vecchia e della nuova scuola, unendo in sé il funk, il rap e il suonato.

A essere sinceri e trasparenti, “The Lost Boy” è stato un grandissimo azzardo: tutto poteva esplodere, facendo capire l’enorme potenziale di un 22 enne, oppure tutto poteva implodere, facendo ricadere nell’anonimato un ragazzo che, nel corso degli scorsi mesi, ha dimostrato di essere un ventenne con una conoscenza capillare dell’hip hop e della sua cultura.

Con il senno di poi, possiamo dire che Cordae ha superato di gran lunga qualsiasi tipo di aspettativa con la stessa caratteristica che ha caratterizzato il suo esordio: la testardaggine di voler affermare appieno la propria realtà artistica ha creato un disco che potremmo definire classico istantaneo.

La cura ad ogni particolare, a partire dai featuring e arrivando alle produzioni, è la carta vincente dell’album: il coro intonato in “Grandma’s House”, traccia a metà tra il serio e il faceto, si colloca perfettamente nella tracklist, nonostante la presenza di tracce radicalmente diverse, come “Broke as Fuck” e “Way Back Home“.

Guarda ora “Bad Idea”

Famiglia e riscatto sociale

La seconda caratteristica fondamentale del disco è la presenza di collaborazioni di spessore e realmente arricchenti del valore artistico del progetto: partendo dai già citati Chance the Rapper e Anderson.Paak arriviamo a Pusha T, Meek Mill, Arin Ray e Ty Dolla Sign.
La profonda componente di black music del disco, unita al boom bap della maggior parte delle tracce, catapulta immediatamente Cordae tra i migliori interpreti della nuova scuola.

Per quello che attiene i contenuti, Cordae dimostra una maturità superiore ai ragazzi della sua età, riuscendo a giostrarsi tra argomenti complessi, tra cui il voler incarnare il riscatto sociale della sua famiglia e il voler combattere la dipendenza da social network.

Per quello che riguarda la classica autocelebrazione, invece, l’intero disco è condito di punchlines credibili, ma sempre accompagnate da buona dose di autoironia, caratteristica di chi si diverte nel fare quello che fa.
Menzione d’onore per “Thanksgiving“, “Family Matters” e “Way back home“, in cui Cordae mette a nudo alcune situazioni familiari e personali, vera componente di spicco e perla del disco, soprattutto per la sincerità con cui il rapper parla della sua situazione.

Tra le tracce in collaborazioni, oltre a “RNP“, spicca anche “Nightmares are Real” con Pusha T: nel riesaminare i motivi per cui ci si è avvicinati al rap, i due rappers annullano la distanza generazionale e analizzano la propria vita, raggiungendo uno dei momenti più interessanti dell’intero disco.
In tutte le tracce solo un personaggio rimane invariato ed angelico: la nonna di Cordae, che ha cresciuto e insegnato tutto all’artista, in primis la necessità di coltivare le proprie passioni fino a renderle realtà.

Non è un caso, d’altronde, che spesso ci siano ringraziamenti a questo parente, che ad oggi è venuto meno, ma che continua ad essere onnipresente nello spirito e nella mente del cantante.

“The Lost Boy” è solo l’inizio di un percorso, ma è la dimostrazione del reale valore artistico di Cordae, che, potenzialmente, potrebbe diventare un esponente fondamentale del rap italiano.

Quello che è certo è che il debutto del giovane YBN è quanto di più convincente si possa volere al giorno d’oggi da un classe 97: tecnica, argomenti, stile, attitudine e ricerca artistica.
“The Lost Boy” è un piccolo classico, ma quello che più ci deve intrigare è pensare a ciò che Cordae potrà diventare, se continuerà a mantenere la sua qualità principale: la purezza

Ascolta ora “The Lost Boy LP”

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