Connettiti con noi

Italia

Salmo vs Luche: chi ha ragione?

Tra numeri, certificazioni e rancori vari vogliamo provare a mettere un punto – imparziale – alla vicenda.

Negli ultimi giorni pare non si possa parlare d’altro, tutta l’attenzione mediatica musicale e non, si è concentrata sulle polemiche che a colpi di Instagram stories Salmo e Luché si stanno scambiando.

Lo scambio ha generato una spaccatura profonda tra il pubblico dei due artisti e la piattaforma digitale ne è satura di opinioni: tra numeri, certificazioni e rancori vari vogliamo provare a mettere un punto – imparziale – alla vicenda.

L’esordio: venerdì 9 agosto

Che “Machete Mixtape 4” sia stato un successo lascia poco spazio ai dubbi, sono i numeri a constatarlo: a settimane dall’uscita ancora oggi risulta il disco più venduto in Italia secondo le classifiche FIMI, mentre “Playlist” si mantiene saldo nella top 5 con ben 4 platini alle spalle.

Per celebrare il traguardo Salmo è intervenuto con un post su Instagram, nel quale ha incoronato i suoi due lavori come i migliori dell’ultimo anno.

View this post on Instagram

Fanculo 💅🏻

A post shared by Salmo Official (@lebonwski) on

Lo sviluppo: le prime reazioni

I colleghi da Dani Faiv e Slait a Lazza e Tedua, Clementino, hanno commentato incitando e supportando l’artista.

Chi invece si è dimostrato perplesso davanti a tanta tracotanza è stato proprio Luché e con la schiettezza che lo contraddistingue ha ribattuto così:

 

Il commento lasciato dal rapper napoletano è stato da lui condiviso nelle storie e di fatto mai comparso sotto il post ufficiale di Salmo, accusato da Luchè di averlo cancellato più volte oppure, di aver fatto come Salvini, usando uno di quei programmi che eliminano tutti i commenti contenenti parole scomode.

Inutile dire che da qui si è scoperchiato il vaso di Pandora, il web si è incendiato e sulla vicenda è brevemente intervenuto pure Guè Pequeno che prima ha affibbiato a Salmo il nickname “Salmini” e ha commentato indirettamente la vicenda con una sua Instagram story.

Lunedì di fuoco

Dopo il venerdì incriminato, la settimana è ricominciata come al solito con le certificazioni Fimi, che hanno riempito ulteriormente la bacheca trofei di Salmo con il quadruplo disco di platino di “Playlist” e svariate certificazioni per i brani del mixtape Machete.

Per festeggiare l’artista di “Hellvisback” ha pubblicato un post dove è tornato a punzecchiare Luche, che non è rimasto a tacere, rispondendo pure al commento ironico sulla vicenda di Dani Faiv.

«Ciao Luca, ti rispondo solo ora perché in questi giorni dovevo pensare a delle cose molto più importanti che rispondere ad un rapperino invidioso come te» ha risposto poco dopo Salmo nelle sue Instagram stories.

«La prima cosa che ti voglio dire è che […] non cancello i messaggi e al massimo rispondo, e ti dico la verità secondo me te lo sei cancellato tu da solo perché probabilmente non ti stava ca***do nessuno e ti è venuta la crisi esistenziale. Poi non ti azzardare a parlare di musica con me, perché la prova del nove della musica sono i live e […] tu dal vivo fai veramente schifo. Tutti lo sanno», ha spiegato.

«Dici che i miei testi sono banali, proprio tu che canti canzoni tipo “quest’estate sono single, in classifica stamm fort” chi sei, Malcolm X? […] Com’è che tu puoi proclamarti re di sto ca**o e io non lo posso fare? Alla fine ho detto la mia opinione e mi sono basato su numeri certificati. […] Che rapper sei? Ti fai le storielle tipo le pussy. Inoki faceva i freestyle quando aveva qualcosa da dirmi, tu invece?».

Se Salmo ha condensato in qualche storia la vicenda, Luché non ha fatto lo stesso e in viaggio verso il live che si sarebbe svolto in serata a Vieste ha continuato a spigare il suo punto di vista, precisando che il fastidio avvertito per l’affermazione fatta dal cantante sardo non era da intendersi quale invidia per successi o acclamazioni di sorte, ma come mancanza di rispetto – per lo più artistico – nei confronti del resto della scena.

«Se tu fossi venuto ad uno dei miei live avresti visto che io canto per due ore di fila senza nessuna doppia, senza nessun effetto sulla voce. Canto i ritornelli, rappo ogni strofa, capisci? Con la gente che piange, si emoziona […] e ti rispondo con una storia molto più breve: ricordi il messaggio che mi hai mandato quando uscì Malammore? Dicevi che era il disco più fresco degli ultimi dieci anni. Tu la mia musica la conosci benissimo».

Plagio?

Un altro tassello di questo accesso scambio di battute è l’accusa di una possibile imitazione artistica, addirittura ripetuta, secondo quanto affermato da Luché, sempre nelle sue stories: 

«In Playlist ci sono 5/6 rime identiche alle mie, nel tuo mixtape ci sta un beat completamente copiato dal mio, canti il ritornello con la mia impostazione vocale e quando ci siamo beccati all’Arenile a Napoli e tu volevi chiudere il concerto nella mia città io ti dissi “Fratello mi dispiace” in risposta al tuo […] “Sai anche io come te ho fatto un pezzo con la chitarra”, con la differenza però che io i miei ritornelli me li canto e non li faccio fare ad una cantante inglese (riferendosi al brano “Il cielo nella stanza” n.d.r) che fa pure ca**re quel pezzo. […] Va bene vantarsi dei propri numeri, ma quando inizi a dire che la tua roba è migliore di tutti […] non hai rispetto per l’arte degli altri».   

La traccia a cui fa riferimento l’artista di “Potere” è “Marylean” che secondo il rapper napoletano richiamerebbe molto la sua “Je ce credevo“.

Ascolta ora “Marylean”

Ascolta ora “Je Ce Credevo”

Luché chiama tutti all’appello

« Mi sono rotto il ca**o di questo Dani Faiv che prima vuole fare il tipo con le trecce colorate, poi se le taglia e diventa di nuovo rapper e glielo perdonano tutti perché siamo in una nazione di idioti. Mi sono rotto di vedere questi finti techno raver che vengono dal punk rock che poiché non funziona il rock e non puoi fare il batterista ti sei buttato nel rap. […] Sfottevi Sfera e poi ci fai il featuring, fratello sei Fedez 2.0 e ci hai rotto il ca**o» ha affermato con veemenza Luche nelle sue stories.

A gettare benzina sul fuoco si è aggiunto anche Fedez cheattraverso una storia ha detto: 

«Bimbi non litigate e quando fate la gara a chi ha il pistolino più lungo non mi tirate in ballo. E soprattutto iniziate ad avere quarant’anni e dovreste avere altre priorità nella vita, tipo farvi controllare la prostata. #discodiplatano».

Tutte le stories postate dai due artisti nel pomeriggio di lunedi

Chi ha ragione?

Dissing e dita puntate fanno parte di questo mondo dall’anno 0 e rientrano in quella sfera di bragging – ostentazione alla quale ci hanno abituato.

Sappiamo bene che l’ostentazione è componente intrinseca del rap game e accompagnata dalla giusta dose di sassolini nella scarpa – collezione impossibile da non avere se giochi in questo ambiente da sufficienti anni per poter vantare la credibilità che Salmo e Luché hanno – accende la miccia del dibattito.

Qualche tempo fa non c’era altra possibilità che chiudersi in studio e registrare tutto d’un fiato quella che si sperava fosse l’arringa decisiva, oggi invece il mezzo comunicativo è cambiato e con lui i nostri codici, internet diventa il campo di battaglia di quello che prima avremmo definito face to face.

A prescindere però dalla verosimiglianza delle affermazioni fatte dai due artisti in questione è innegabile che scontri del genere – se allontanati dal rumore mediatico e dai numeri ipotetici – possono dare vita a piccoli frammenti di storia nel genere; per quanto Instagram ci doni nella sua immediatezza la possibilità di vivere quasi in sincro con le vite degli altri, le stories rimangono vacui spazi viziosi che si esauriscono in se stessi, a differenza dei brani, degli album e dei video che cullano la nostra memoria collettiva.

Cosa accadrebbe allora se adesso, all’apice della loro affermazione, Luché e Salmo incidessero i loro dissensi? Cosa darebbero alla musica rap italiana?

E ancora, fantasticando su un’utopica (oggi come oggi) collaborazione e mettessero sulla traccia tutta l’irriverenza campana, la tempra di anni sudati per imporsi come realtà concreta e la forza di un collettivo che è rimasto saldo, che ha macinato palazzetti e forum sapendo tratte i vantaggi di una comunicazione ben studiata, cosa verrebbe fuori?

Forse il manifesto della nostra contemporaneità.

Per rimanere aggiornato su tutte le novità del mondo Urban continua a seguire il nostro magazine.

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter

Popolari

Fedez ha provato a spiegare la sua strategia senza riuscirci

Italia

Nipsey Hussle Nipsey Hussle

Chi era Nipsey Hussle?

Estero

Come funziona un tour europeo?

Italia

Come si ottiene il permesso per un sample?

Italia

Come cambierà la musica con la nuova legge europea?

Lifestyle

Rkomi, ci è piaciuto il disco?

In Evidenza

I brani più ascoltati dei Club Dogo

Italia

Sfera Balotelli Sfera Balotelli

Sfera ebbasta e Mario Balotelli, avere sempre il mondo contro

Italia

Connettiti
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter