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”Sfera Ebbasta”: dai palazzoni alla Francia

Il 2016 è lo spartiacque: Sfera & Charlie giocano per lo scudetto.

Questa settimana di Esse Magazine sarà interamente dedicata al 2016: un anno essenziale per la costruzione delle fondamenta di tutta la musica urban italiana che possiamo ammirare oggi. Nei prossimi giorni dedicheremo i nostri contenuti agli avvenimenti musicali più importanti del 2016 e ai protagonisti che hanno preso quei dodici mesi per portarseli nella storia.

Quando si devono dare giudizi su un artista spesso si ignorano le sfumature del percorso: il focus rischia di andare sulla meta, sul punto di arrivo del momento, piuttosto che sulle tappe intermedie.

Non sarebbe possibile capire il rap del 2019 senza studiare quello che è successo nel 2016, come non si potrebbe parlare di Sfera Ebbasta senza conoscere il mastodontico lavoro di qualche anno fa.

In questa settimana ve ne stiamo parlando a ripetizione, perché una rivoluzione va analizzata nei minimi dettagli, al fine di comprendere lo status quo.

«Discograficamente è stato un anno clamoroso perché è stato l’anno di Santeria, uno dei progetti a cui tengo di più. Un lavoro enorme di squadra, pazzesco, cominciato nel 2015 in gran segreto. Ricordo la prima cena con Marra e Guè al Carnicero di Milano in cui ci dicemmo “ok, è il momento, facciamolo”, eravamo a giugno e stava per uscire “Vero”», ci ha detto Jacopo Pesce direttore di Island Records Italia, riguardo al 2016.

«Senza il lavoro di squadra fatto tra artisti, management, producer, label, Santeria non sarebbe mai esistito, 2 artisti e 2 metodi di lavoro diversi, ma 2 amici veri e tanti punti in comune, dalle citazioni alle ispirazioni. Credo che la chiave di tutto fu trovare il modo di farli stare il più possibile insieme, in armonia, perché era così che venivano fuori idee, grazie anche al lavoro da collante di Shablo che era sempre con loro e alle esperienze prima di tutto di vita che li ispirarono, su tutte la Spagna e il Brasile. Credo ancora oggi che quei 20 giorni in Brasile furono decisivi. Probabilmente senza quel viaggio non ci sarebbe stato quel disco» ha raccontato.

«Credo che questo traspaia dal disco, si sente che non è una cosa fredda, fatta ognuno per fatti suoi, si sente che la collaborazione è vera e sentita, che è un disco concepito, scritto, registrato insieme. Le classifiche di Spotify erano dominate da musica internazionale, di italiano c’era veramente poco, Nulla Accade, Insta Lova, Salvador Dali’ e Scooteroni c’erano però. Era un forte segnale di quello che stava per accadere».

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Qui, Quo, Qua. 💥 📸 @lorybhmg

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Game changer

Tra tutti gli interpreti più significativi del 2016, Sfera Ebbasta è l’artista che –in mia opinione, più degli altri – ha cambiato le sorti sia della sua carriera individuale che quelle dell’intero genere, soprattutto in termini di posizionamento nella giungla della discografia transnazionale. Sebbene anche altri artisti abbiano portato una grossa innovazione con i loro progetti, con l’occhio dell’oggi il percorso di Sfera rappresenta una spaccatura molteplice.

«Il 2016 verrà ricordato come l’anno in cui l’urban ha nuovamente rivoluzionato l’approccio del mercato discografico dopo i precedenti boom del 2006 e del 2013» dice Jacopo Pesce.

«Il 2016 è stato l’anno in cui abbiamo cominciato letteralmente a costruire ed educare il pubblico allo streaming, traghettandolo pian piano da YouTube a Spotify / Apple Music. Per la prima volta nelle strategie si andava a rivoluzionare l’utilizzo dei contenuti: sui singoli si andava prima in streaming, poi in video.Pezzi di quel disco come “BRNBQ”, “Visiera a Becco”, “Notti” rimarranno a lungo nell’immaginario dell’urban italiano» ha spiegato. 

«Noi con “Figli di Papà” di Sfera siamo stati i primi a privilegiare un nuovo tipo di fruizione, travolti da messaggi del tipo “quando esce su YouTube?”. Sfera è stato il primo ad ascoltare capendo che stava cambiando qualcosa, è stato il primo a fidarsi di una visione che avrebbe portato la sua musica ad un livello di mercato successivo» ha spiegato Pesce.

«Quella scelta e la nuova mentalità che ne è scaturita ha pagato nel tempo facendolo diventare leader assoluto del mercato italiano. Al centro di tutto il suo talento, che irrompeva con un sound che avrebbe conquistato chiunque».

Profilo internazionale, game changer, dominatore delle classifiche: oggi Sfera è questo. Il 2018 è stato dominato dall’artista di Cinisello, mentre il 2019, che non vedrà l’uscita di un progetto discografico (previsto presumibilmente per gennaio 2020), ha confermato che qualsiasi cosa a cui metta mano Sfera diventa una hit.

Guarda ora Figli di papà

La star di oggi, il lavoro di ieri

L’artista di ‘’Rockstar’’ è quello che stuzzica i desideri: le connessioni con alcuni degli artisti più rilevanti al mondo fanno sognare e rivelano l’esistenza di frontiere ancora da esplorare per il movimento in Italia. 3 anni fa sarebbe stato impensabile immaginare una possibile collaborazione tra un rapper italiano e Drake. Eppure proprio 3 anni fa si cementificavano le fondamenta della rilevanza attuale degli interpreti italiani.

Il 2015 di Sfera Ebbasta è quello della prima vera esplosione. ‘’XDVR’’ oggi è riconosciuto come un progetto simbolico. A giugno la prima versione, pubblicata da indipendenti, poi la riedizione a novembre con Roccia Music. Un anno di tantissimo lavoro, fondamentale per la creazione di una ‘’nicchia’’ (tra virgolette perché non era affatto piccola in termini assoluti, lo è relativamente al seguito attuale) fedele e di un immaginario totalmente innovativo, cementificato con coerenza attraverso i contenuti, le produzioni, i video, l’estetica.

«La cura maniacale dell’immagine (in termini di artwork ricordo abbiamo puntato ad una copertina che rimanesse nella memoria) e il non accontentarsi del suolo italiano credo siano altri punti fondamentali di quel lavoro, Sfera ha letteralmente aperto le porte dell’urban italiano all’estero, oggi ci guardano da tutto il mondo indiscutibilmente grazie a lui», ricorda Jacopo Pesce.

«Devo dire che in questo è stato sempre il primo a crederci e a trainarmi in questa sua visione. Ed ha avuto ragione». 

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🚨 #SferaEbbasta è fuori 🚨

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La rivoluzione di ”Sfera Ebbasta”

Il 2016 è, però, lo spartiacque: Sfera e Charlie giocano per lo scudetto, non è più uno scherzo.

A settembre, anticipato da ‘’BRNBQ’’ e ‘’Figli di papà’’, esce ‘’Sfera Ebbasta’’, per Universal e Def Jam. Il disco che segna un passaggio: Sfera non è più –solo– quello di ‘’Ciny’’, dei palazzoni, della codeina, dei video con gli effetti viola.

‘’Figli di papà’’, ‘’Notti’’, ‘’Visiera a Becco’’ diventano brani iconici, inni di una generazione alla faticosa ricerca di una voce rappresentativa. Sono pezzi che diventano vere hit: non che ‘’XDVR’’ o ‘’Ciny’’ non lo fossero, ma ora i brani piacciono a tutti, dai fan ai non fan, dal pubblico di settore a quello generalista. Da un seguito prettamente maschile si passa ad un seguito largo anche dal punto di vista del genere: Sfera sviluppa la capacità di far impazzire il pubblico femminile, di cui ne aveva parlato Tormento in un’intervista con noi.

Guarda ora l’intervista di Tormento per Esse Magazine:

I lavori di Sfera e Charlie penetrano nei circuiti mainstream, creano i momenti di maggiore euforia nelle serate in discoteca, hanno una presa virale incredibile. Sfera inizia a piacere a tutti. Come sempre, quando arriva un grosso successo, arrivano i ‘’Eri meglio prima’’, che addirittura invocano un improbabile e –a mio avviso– inauspicabile ritorno ai tempi di ‘’Emergenza Mixtape’’.

Raper en Italien c’est vraiment classe!

Quell’anno non segna soltanto un trionfo nazionale. Sfera inizia a creare connessioni con l’estero, si apre al mondo, capisce che il gioco può essere portato su un altro livello. Ne prende piena consapevolezza soprattutto quando viene convocato da SCH, rapper francese che l’anno prima aveva raggiunto uno straordinario successo con il mixtape ‘’A7’’. Per l’artista di Marsiglia erano maturi i tempi per il primo album ufficiale. Unico ospite? Sfera Ebbasta.

Si tratta di un riconoscimento eccezionale, da parte di un rapper che ai tempi rappresentava la next big thing della scena francese. La traccia era ‘’Cartine Cartier’’, altra hit iconica dell’anno, che fu poi reinserita anche nel disco dell’italiano. Sfera e SCH collaboreranno anche in ‘’Balenciaga’’, altra traccia presente in ‘’Sfera Ebbasta’’.

Guarda ora Sfera che parla di SCH

Si tratta di un momento d’orgoglio per il rap italiano. Sotto il video del brano, pubblicato come singolo, è un’invasione di commentatori italiani. ‘’Raper en Italien c’est vraiment classe ! Qui est d’accord?’’, recita il commento di un francese. Sfera viene attenzionato da tutto il continente. I media francesi lo intervistano, la sua musica diventa forse il simbolo più riconoscibile del movimento in Italia.

Il 2016 si chiuderà con ‘’Scooteroni RMX’’, in cui Sfera fa una straordinaria figura in mezzo ai due pesi massimi del rap italiano, e, a dicembre, con un altro feat. con un artista francese: Coyote Jo Bastard invita Sfera per “Daddy”, assieme al rapper parigino Leto dei PSO Thug. Il pezzo diventerà di gran lunga il brano più ascoltato dell’artista francese.

Il resto è storia

‘’Sfera Ebbasta’’ diventerà doppio platino. Il 2017 è l’anno della preparazione per il grande botto dell’anno dopo.

«La ventata d’aria fresca che ha portato quel disco rimane li’ indiscussa, ha segnato tutto ciò che è arrivato dopo, sia da un punto di vista musicale che strategico» afferma Pesce.

La trasformazione da rapper dei palazzoni a star nazionale e internazionale si completerà con i vari Quavo, Russian, Kalash e compagnia cantante. Ma non si può ignorare che il processo iniziò nel 2016, quando ‘’Sfera Ebbasta’’ segnò un prima e un dopo, sfornando alcune delle hit più iconiche dell’anno. Il biennio 2015-2016 è di grande lavoro per il binomio Sfera-Charlie.

Un grande successo personale non arriva mai a caso, né tantomeno una straordinaria rivoluzione.

Guarda ora: ”Cartine Cartier”

Ringraziamo Jacopo Pesce per la disponibilità

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