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Come funziona un tour europeo?

In occasione della tappa italiana del tour europeo di Capo Plaza, abbiamo intervistato il suo booking manager.

L’abbiamo chiesto a Pietro Mandelli, Booking Manager e organizzatore di ‘’Da 0 a 20’’, il tour in Europa di Capo Plaza.

«Dopo più di cento date in Italia io e Luca abbiamo deciso di metterci alla prova e vedere cosa sarebbe successo fuori, sentivamo che era arrivato il momento giusto, spinti dal bisogno di portare la nostra realtà su un livello internazionale». 

Le aspettative

Ho conosciuto Luca due anni fa al suo primo live fuori dalla Campania e, nonostante sotto il palco ci fossero solo venti persone, era felicissimo di essere lì, ad ottocento chilometri da casa, a portare la sua musica a un nuovo pubblico.

Abbiamo affrontato il tour europeo con lo stesso spirito: non ci siamo preoccupati troppo del risultato, volevamo fare un’esperienza nuova. Inizialmente le nostre aspettative erano basse, portare anche solo un centinaio di persone sarebbe stata una vittoria, ma alla fine abbiamo quadruplicato quel numero e abbiamo fatto sold out in tre date: Nova Gorica, Parigi e Barcellona.

I motivi del successo

«Ritengo che il successo sia dovuto alla verve unica e dallo spirito autentico che caratterizzano Luca e, sebbene alcuni suoi colleghi possano portare a casa numeri più cospicui, Plaza può contare su un pubblico più affezionato, o almeno io ho sempre questa sensazione. Il nostro obbiettivo era quello di fare un tour completo che comprendesse le realtà più importanti d’Europa, non sovraccaricandolo di città appena al di là del confine, in cui è innegabile che il pubblico sia quasi interamente italiano». 

Il nostro obbiettivo

«Noi l’abbiamo vissuta come una sfida, abbiamo cercato di portare ai concerti persone incuriosite e farle diventare nostre fan, girare l’Europa, connetterci con realtà diverse e divertirci tutti insieme, l’abbiamo presa con uno spirito molto libero e siamo rimasti particolarmente soddisfatti da Barcellona, dove le persone del pubblico erano quasi tutte spagnole. Anche Parigi mi ha stupito, perché è una città in cui è difficile ottenere grandi numeri: fare sold out è stato davvero gratificante».

Il gran finale


«Gli show che abbiamo portato in Europa sono un assaggio di quello che avverrà il 26 marzo a Milano, il gran finale del tour. Stiamo lavorando a questa data ormai da 5 mesi e tutto quello che vedrete succedere sul palco dell’Alcatraz è il frutto di questo lavoro. Di certo il merito del successo va a Luca che a 20 anni mi stupisce ogni giorno di più, ma non bisogna dimenticare il grande lavoro di squadra che c’è dietro: c’è chi fa gol, ma la squadra riveste sempre un ruolo imprescindibile. Per questo motivo voglio rendere merito a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato: mi sembra incredibile essere passati da quelle 20 persone sotto il palco all’Alcatraz strapieno, ma ora siamo qui e non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.»

Ascolta ora “So Cosa Fare”

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